Boom di contagi: 127 Ordinanza ko, è caos
di Umberto Aime
Seconda giornata peggiore di sempre. Due vittime a Mamoiada e Cagliari Governo pronto a impugnare il nuovo provvedimento sui test di ingresso
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CAGLIARI. Sul fronte Covid è stata un’altra giornata da incubo. Stavolta non solo per l’alto numero di contagi in 24 ore, 127, è il secondo peggior risultato di sempre, e altre due vittime, ora sono 161 in tutto. È stato un giovedì nero, o nerissimo, anche sul fronte dell’estenuante battaglia giudiziaria fra il Governo, contrario, e la Regione, favorevole, sui test d’ingresso obbligatori per turisti e passeggeri. Perché se da un lato il Tar, sempre nella tarda mattinata di giovedì, ha ribadito che l’ordinanza dell’11 settembre, la prima, resta sospesa e quindi di fatto è stata ribocciata. Dall’altro, invece, lo stesso Tar purtroppo non ha chiarito se sia legittima o meno anche la seconda ordinanza. È quella firmata dal governatore Solinas il 6 ottobre, con cui all’improvviso i test sono ritornati a essere obbligatori. In estrema sintesi, le emergenze ora sembrano essere diventate due: una sanitaria, la peggiore, e una amministrativa.
Il bollettino. Sono 127 i casi di positività accertati nelle ultime 24 ore, con una concentrazione massiccia, 82, nel Nord Sardegna. A Sassari in particolare, dov’è scoppiato un focolaio nel centro di accoglienza per migranti. Nel bollettino è confermata anche la notizia della morte di un uomo di 78 anni residente nella Città metropolitana di Cagliari. Mentre ad annunciare la seconda vittima, anche in questo caso un uomo, è stato invece il sindaco di Mamoiada Luciano Barone: «A causa di una crisi respiratoria, sopraggiunta a un quadro clinico complicato – ha scritto in un post – è venuto a mancare un nostro concittadino risultato positivo al Covid-19».
Caos ordinanze. Ancora una volta, come accennato all’inizio, i giudici del Tar hanno dato ragione al Governo sui test d’ingresso: non possono essere obbligatori. In camera di consiglio, la prima sezione – presieduta da Dante D’Alessio – ha confermato quanto aveva deciso, in via d’urgenza, il 17 settembre, bocciando l’ordinanza numero 43, impugnata dal ministero della salute perché ritenuta anticostituzionale. Però – ecco il perché della confusione – la stessa sezione del Tar non ha preso alcuna decisione, o almeno così pare, sulla seconda ordinanza, la numero 46. È quella del 6 ottobre con cui Solinas – va ricordato – ha prorogato fino alla fine del mese l’obbligo dei test a causa – stando alla sua ricostruzione – di una «sopraggiunta emergenza sanitaria dovuta all’aumento dei contagi». Perché il Tar non si è espresso sull’ordinanza-proroga? Leggendo la decisione il motivo dovrebbe essere questo: la numero 46 non è stata impugnata dal Governo e quindi non può essere uno dei motivi del contendere amministrativo. Però questa scelta – di sicuro più che motivata sotto l’aspetto giuridico amministrativo – ha provocato un’infinità di dubbi sull’efficacia o meno della seconda ordinanza, la numero 46. È in vigore oppure no?
Le interpretazioni. Stando ad alcune fonti, confermando la bocciatura della prima ordinanza, il Tar avrebbe reso inefficace anche la seconda. Perché? Perché i due provvedimenti sono comunque intrecciati e collegati. Visto che uno, quello del 6 ottobre, non è altro che la proroga di quello precedente. La sintesi ancora più semplice potrebbe essere questa: l’ordinanza-madre, la prima dell’11 settembre, ha trascinato nel baratro anche l’ordinanza-figlia, o di proroga, scatenando una bocciatura a catena. Quest’ipotesi è stata però subito contestata dall’avvocato Mauro Barberio, che al Tar ha rappresentato la presidenza della Regione. «I giudici amministrativi – le sue parole – precisando che l'ordinanza di proroga non è stata impugnata, hanno trattato questo stesso provvedimento come autonomo rispetto a quello dell'11 settembre. Fatta questa premessa, secondo la mia tesi, a questo punto l'ordinanza del 6 ottobre, indubbiamente, è allo stato valida ed efficace in quanto non impugnata e neanche sospesa. Questa ricostruzione dal punto di vista giuridico è indiscutibile. Ulteriori speculazioni di carattere politico, personalmente, non mi interessano né appassionano». Sta di fatto che, al di là delle interpretazioni, qualcuno dovrà fare comunque chiarezza e spiegare a turisti e passeggeri come dovranno comportarsi. Intanto da Roma è trapelata l’indiscrezione che il Governo starebbe valutando se impugnare anche l’ordinanza numero 46. Oggi la decisione.
L’attacco. Dopo la nuova sconfitta incassata al Tar, Solinas è rifinito nel mirino delle opposizioni. Il Pd ha scritto: «Abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto la Regione sappia fare solo inutile propaganda». I Progressisti hanno rincarato la dose: «Basta con questi assurdi valzer. Il governatore ha dimostrato di non saper gestire la seconda ondata della pandemia e di questo grave errore dovrà rispondere quanto prima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il bollettino. Sono 127 i casi di positività accertati nelle ultime 24 ore, con una concentrazione massiccia, 82, nel Nord Sardegna. A Sassari in particolare, dov’è scoppiato un focolaio nel centro di accoglienza per migranti. Nel bollettino è confermata anche la notizia della morte di un uomo di 78 anni residente nella Città metropolitana di Cagliari. Mentre ad annunciare la seconda vittima, anche in questo caso un uomo, è stato invece il sindaco di Mamoiada Luciano Barone: «A causa di una crisi respiratoria, sopraggiunta a un quadro clinico complicato – ha scritto in un post – è venuto a mancare un nostro concittadino risultato positivo al Covid-19».
Caos ordinanze. Ancora una volta, come accennato all’inizio, i giudici del Tar hanno dato ragione al Governo sui test d’ingresso: non possono essere obbligatori. In camera di consiglio, la prima sezione – presieduta da Dante D’Alessio – ha confermato quanto aveva deciso, in via d’urgenza, il 17 settembre, bocciando l’ordinanza numero 43, impugnata dal ministero della salute perché ritenuta anticostituzionale. Però – ecco il perché della confusione – la stessa sezione del Tar non ha preso alcuna decisione, o almeno così pare, sulla seconda ordinanza, la numero 46. È quella del 6 ottobre con cui Solinas – va ricordato – ha prorogato fino alla fine del mese l’obbligo dei test a causa – stando alla sua ricostruzione – di una «sopraggiunta emergenza sanitaria dovuta all’aumento dei contagi». Perché il Tar non si è espresso sull’ordinanza-proroga? Leggendo la decisione il motivo dovrebbe essere questo: la numero 46 non è stata impugnata dal Governo e quindi non può essere uno dei motivi del contendere amministrativo. Però questa scelta – di sicuro più che motivata sotto l’aspetto giuridico amministrativo – ha provocato un’infinità di dubbi sull’efficacia o meno della seconda ordinanza, la numero 46. È in vigore oppure no?
Le interpretazioni. Stando ad alcune fonti, confermando la bocciatura della prima ordinanza, il Tar avrebbe reso inefficace anche la seconda. Perché? Perché i due provvedimenti sono comunque intrecciati e collegati. Visto che uno, quello del 6 ottobre, non è altro che la proroga di quello precedente. La sintesi ancora più semplice potrebbe essere questa: l’ordinanza-madre, la prima dell’11 settembre, ha trascinato nel baratro anche l’ordinanza-figlia, o di proroga, scatenando una bocciatura a catena. Quest’ipotesi è stata però subito contestata dall’avvocato Mauro Barberio, che al Tar ha rappresentato la presidenza della Regione. «I giudici amministrativi – le sue parole – precisando che l'ordinanza di proroga non è stata impugnata, hanno trattato questo stesso provvedimento come autonomo rispetto a quello dell'11 settembre. Fatta questa premessa, secondo la mia tesi, a questo punto l'ordinanza del 6 ottobre, indubbiamente, è allo stato valida ed efficace in quanto non impugnata e neanche sospesa. Questa ricostruzione dal punto di vista giuridico è indiscutibile. Ulteriori speculazioni di carattere politico, personalmente, non mi interessano né appassionano». Sta di fatto che, al di là delle interpretazioni, qualcuno dovrà fare comunque chiarezza e spiegare a turisti e passeggeri come dovranno comportarsi. Intanto da Roma è trapelata l’indiscrezione che il Governo starebbe valutando se impugnare anche l’ordinanza numero 46. Oggi la decisione.
L’attacco. Dopo la nuova sconfitta incassata al Tar, Solinas è rifinito nel mirino delle opposizioni. Il Pd ha scritto: «Abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto la Regione sappia fare solo inutile propaganda». I Progressisti hanno rincarato la dose: «Basta con questi assurdi valzer. Il governatore ha dimostrato di non saper gestire la seconda ondata della pandemia e di questo grave errore dovrà rispondere quanto prima».
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