Alluvioni in Baronia, il governo non fa nulla

Il 12 agosto 1909 La Nuova Sardegna pubblica in prima pagina, con il titolo “Popolazioni turlupinate”, un articolo molto critico nei confronti del governo: tante promesse di alleviare le sofferenze...

Il 12 agosto 1909 La Nuova Sardegna pubblica in prima pagina, con il titolo “Popolazioni turlupinate”, un articolo molto critico nei confronti del governo: tante promesse di alleviare le sofferenze della Baronia spossata dalla malaria e dalle alluvioni, ma nessun intervento concreto.



Orosei, Irgoli, Galtellì, i centri della Baronia, avvelenati dalle stagnanti acque del Cedrino, devastati nelle terre più fertili dal corso torrenziale del fiume, che in una notte sommerge tutte le sementi, e strappa coll’ultimo fuscello, la verde speranza di buoni raccolti mareggianti al tiepido sole primaverile, a brevissima scadenza dalle rosee promesse elettorali del patrio governo, oggi si agitano.

L’anima ingenua e semplice di quel popolano, si curvò prona al volere di un duce, che la contorse e la soggiogò con mille promesse, ed oggi torna ancora ribelle dinanzi al trucco volgare dei missionari che, senza scrupolo alcuno, oggi l’abbandonano, dopo averla asservita e sfruttata.

Tutta quanta l’immoralità di questa baraonda reazionaria che, sguinzagliata nell’isola, ne sfrutta la generosità e la buona fede con false promesse, è sintetizzata nell’ultima lotta elettorale.

Un prefetto ha ordini categorici, imperativi, perché si soggiorghi la montagna ribelle, e cento funzionari, investiti del comando, scorrazzano, per promettere ed ammansare la gente indomita.

La Baronia dà segni di fierezza ed indipendenza, e là si concentra allora tutta l’astuzia senza scrupoli del patrio governo per impedire che l’indipendenza trionfi e guidi le plebi a migliori e più sicuri destini.

Il colpo riesce, e col sorriso ironico del giocoliere che ha compiuto l’opera, il furbacchione si accommiata dalle sue vittime, e le abbandona ancora al veleno della malaria e alle devastazioni del torrente, che compiranno in breve tempo tutta l’opera di distruzione, che s’inizia in nome dell’ordine e della moralità politica.

Irgoli, Galtellì, Orosei, finalmente s’accorgono del giuochetto, e gridano le loro proteste con propositi di ribellione, con ordini del giorno, stillati a lacrime di sangue.

La bonifica del Cedrino, la linea automobilistica che, facilitando gli scambi darà alla Baronia sviluppo di commercio e di civiltà, ieri promesse dagli agenti del prefetto oggi sono abbandonate o riposte tra le opere da iniziarsi… nel venturo secolo.

Ieri tutto sorrisi e feste nelle strade dei paesi battuti dai galoppini governativi; oggi è il lutto ed il fermo proposito della rivendicazione.



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