Lavoro in Sardegna, l’Aspal risponde al Covid con più mezzi e personale

Il commissario Cadau: «Completata la riforma organizzativa da 45 milioni». L’obiettivo: soddisfare la richiesta crescente da parte di nuovi e vecchi disoccupati 

SASSARI. Nel mondo alla rovescia in cui il Covid ci ha fatto precipitare, sono stati un riferimento prezioso per chi ha perso il lavoro ed è obbligato a reinventarsi una professione. I centri per l’impiego dell’Aspal durante la pandemia hanno operato più di prima, adeguandosi alle nuove regole e comportamenti: incontri on line, videochiamate, telefonate e webinar per spiegare a una platea sempre più vasta di persone quali occasioni cogliere e quali potenzialità sfruttare per ritagliarsi un posto in un mercato sempre più avaro di opportunità. «Ma è solo l’inizio – spiega il commissario Aldo Cadau – perché l’effetto Covid durerà a lungo e noi attraverso i Cpi dobbiamo essere pronti a offrire un valido supporto. I Centri per l’impiego sono il cuore di Aspal, sono il collegamento tra domanda e offerta, tra il bacino dei lavoratori e le aziende». Cadau, 42 anni, commercialista, ha un tono già un po’ nostalgico, perché il suo mandato come commissario è appena scaduto. E l’Agenzia, braccio operativo dell’assessorato regionale del Lavoro, si trova a un bivio: prorogare la gestione commissariale o nominare un nuovo direttore generale. La decisione è imminente, comunque vada il commissario Cadau, che parla di “esperienza altamente formativa”, sarà ricordato come il manager che ha portato a compimento la riforma dlel’Agenzia con un nuovo modello organizzativo e un piano di potenziamento che mette al centro proprio i Cpi. «In quattro mesi, grazie alla collaborazione di una squadra eccezionale di professionisti, siamo riusciti ad adeguare l’agenzia al mondo mutato per via del Covid, con maggiore flessibilità e capacità di soddisfare la domanda crescente». Per farlo servono personale e mezzi: per averli l’Aspal potrà contare su un finanziamento ministeriale di oltre 45 milioni di euro, di cui circa la metà destinati al miglioramento delle infrastrutture in chiave digitale.

«Già dall’anno scorso, durante il lockdown, è stato chiaro che bisognava intervenire in maniera più incisiva per favorire l’incontro tra chi cerca un lavoro e chi può offrirlo – spiega Cadau – Quando sono arrivato, a novembre, ho trovato un progetto già avviato che in questi quattro mesi è stato ultimato e approvato. Il Ministero ha accordato un finanziamento che comprende circa 20 milioni per il personale inserito nella nuova pianta organica e circa 21 per migliorare gli immobili, acquistare nuovi computer e intervenire sulla rete veloce. L’obiettivo è consentire ai nostri dipendenti di lavorare da casa come se fossero in ufficio, offrendo gli stessi servizi all’utenza, con analoga qualità e velocità». Al momento il 75% degli organici è a casa, con il prossimo Dpcm gli uffici potranno forse gradualmente ripopolarsi. Ma l’importante è garantire un servizio di pari livello in entrambe le situazioni. «Per questo era fondamentale che l’agenzia crescesse: il piano – spiega Cadau – prevede che in ogni centro ci siano due responsabili e non più solo uno ma anche l’istituzione di un settore dedicato alle politiche attive per il lavoro: si affronteranno le crisi aziendali territoriali affiancando i lavoratori, formandoli e dando loro gli strumenti per ricollocarsi in altra realtà o avviare una impresa». Un impegno maggiore per i Cpi, che sarà soggetto a controlli: «L’attività sarà monitorata al fine di verificare la performance organizzativa e migliorare le prestazioni», dice Cadau. Significa che a parte il numero di colloqui e tirocini avviati, sarà esaminata la capacità di raggiungere l’obiettivo, cioè fare incontrare domanda e offerta. È quasi sempre complesso e dipende molto dal tessuto economico più o meno florido del territorio in cui opera il Cpi: «Ma il nostro compito è questo, trovare il candidato giusto per l’azienda che lo sta cercando. È questo il senso del nostro lavoro – conclude Cadau – perché significa offrire una nuova chance a chi ha chiesto il nostro aiuto».



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