Caro nonno, tu sei lassù e io danzo per te

Un addio improvviso, la tenerezza del ricordo di un rapporto speciale e di quell’ultimo sorriso pieno di amore

All’improvviso è come sei andato via l’altra mattina, mentre io ero a scuola e seguivo le lezioni ignara di tutto.Ti sei svegliato e con la gentilezza che ti apparteneva stavi andando a preparare il caffè per la nonna, l’abitudine giornaliera che non avevi ancora perso dopo 52 anni di amore profondo. Non riesco a spiegarmi cosa voglia dire all’improvviso, ma ho capito che all’improvviso sei caduto a terra e hai smesso di vivere. Sarei dovuta venire il giorno stesso per portarti la spesa, la sera prima dopo la lezione di danza ero salita di fretta per prendere la lista delle cose da comprare e la carta con cui pagare. Sorridendo mi hai ripetuto più volte “mi raccomando scegli tutto quello che vuoi e che ti piace, prendilo e paga con questa”.

Eri fatto così, gentile con chiunque, sensibile, timido e riservato. Preferivi rimanere in silenzio invece che intervenire, eri una persona di poche parole. Quando volevi però ti piaceva chiacchierare e nessuno riusciva più a fermarti. Proprio come me. Avevamo tante cose in comune, forse per questo motivo ti ero tanto affezionata. Non ci siamo mai aperti l’uno con l’altra, ad entrambi veniva difficile. Noi però eravamo felici così. Eravamo felici con i nostri silenzi, le brevi conversazioni e i nostri sorrisi. Eravamo felici facendoci compagnia a vicenda nel modo più semplice che possa esserci.

Non penso di aver ancora realizzato che adesso tutto questo non sarà più possibile. Sarà possibile solo il ricordo, ma almeno è un ricordo che scalda il cuore.

Ho imparato tanto da te come penso lo abbia fatto chiunque ti abbia conosciuto. Tra tutti noi, tu facevi la differenza. Non pensavo saresti andato via così all’improvviso. Non sono venuta da te quando eri là addormentato e le persone si avvicinavano per salutarti. Perché avrei dovuto vederti così, senza che potessimo parlare o sorriderci? Perché avrei dovuto piangere per te senza che tu sapessi il motivo? Non mi sembrava giusto.

Mentre gli altri erano là con te a guardarti e dirti qualcosa io ho preferito fare ciò che più mi piace e dedicartelo. Ho danzato tutta la sera, ho sentito nei movimenti forti emozioni e ho pensato di potertele trasmettere. Tu che credevi in me e mi hai sempre detto che sarei riuscita a realizzare i miei sogni. Quel giorno non avevo bisogno di venire e dirti qualcosa, i nostri silenzi sono sempre stati più importanti di qualunque parola. Mi sono sempre chiesta come si riesce a convivere con il dolore straziante di non avere più al proprio fianco una persona essenziale della vita. Una persona con cui si passa il proprio tempo, si parla, si ride, si piange, si viaggia, si litiga, si gioca, si festeggia, si mangia, si convive. Una persona con cui si ha un rapporto che lega due anime.

Ho sempre avuto paura di provare quel dolore e al solo pensiero mi esplodeva il petto. È vero però che l’unico modo per superare una paura è affrontarla. Non si può scegliere di nascondersi, scappare o evitare quella paura, si è costretti a farci i conti. È in quell’esatto momento che si ha una lezione di vita proprio perché ci si ritrova immersi in un mondo che continua a girare e ciò che si può fare è fermarsi o correre ancora più veloce. Forse non si è mai pronti nella vita. Non si è pronti per affrontare una paura, un dolore, una gioia o un’avventura. Per svolgere un compito o un lavoro, per prendere una decisione importante. Rimane però qualcosa rispetto alla quale bisogna sempre essere pronti: vivere intensamente ogni attimo, perché “all’improvviso” può stravolgere le carte in tavola.

Ti voglio bene nonno, sei la persona più buona che abbia mai conosciuto e all’improvviso ti ricordo sempre col nostro ultimo sorriso.

* Chiara frequenta il Liceo Coreutico Azuni di Sassari

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