Laboratori fiore all’occhiello Per gli studenti il primo tuffo nel mondo del lavoro

Più che nelle aule, è all’interno dei laboratori che si svolge la quotidianità degli alunni dell’istituto tecnico “Attilio Deffenu” di Olbia. Quelli dedicati alla chimica, alla fisica, all’informatica...

Più che nelle aule, è all’interno dei laboratori che si svolge la quotidianità degli alunni dell’istituto tecnico “Attilio Deffenu” di Olbia. Quelli dedicati alla chimica, alla fisica, all’informatica, all’elettronica. I fiori all’occhiello sono i due simulatori. Uno riproduce la cabina di pilotaggio di un aereo, con tutti gli indicatori e i pulsanti. Il docente spiega i funzionamenti agli alunni, poi uno alla volta li fa sedere: pochi minuti di volo e atterraggio, per cominciare.

Qualche corridoio più avanti, le porte di un altro laboratorio aprono alla plancia di una nave. Timone, schermi, mappe, radar. Attorno, altre tre postazioni riprendono altrettanti ponti di comando in versione ridotta. «In questo momento le navi sono ferme al porto di Istanbul», spiega il docente indicando gli schermi.

Istruzione e mondo del lavoro, al Deffenu, si fondono come in pochissime altre scuole dell’isola. La scuola di via Vicenza conta più di 900 alunni, e proprio in queste settimane è entrata nelle cronache cittadine per la problematiche di sovraffollamento. Nell’istituto i due settori in cui si sviluppano i corsi di studi sono l’economico e il tecnologico a partire dai quali negli anni si è sviluppato un ampio ventaglio di possibilità per rispondere a una richiesta crescente da parte degli studenti e soddisfare quella di un mercato in continua evoluzione, a caccia di figure specifiche.

I primi indirizzi, quelli «storici», erano geometri e aeronautica. Ma negli anni l’offerta si è arricchita, si è specializzata e ha dato spunti inediti per il territorio. Il tecnico-sportivo (l’unico in Sardegna), il tecnico-musicale, o il percorso Esabac tecnologico.

«Attraverso la scuola bisogna offrire un servizio al territorio – spiega la dirigente scolastica Salvatorica Scuderi –. Per decidere gli ultimi corsi abbiamo visto ciò che il mercato chiedeva. Cerchiamo di non diplomare più solo 200 ragionieri o geometri per volta, ma di modificare l’offerta secondo le esigenze della zona. Avevamo ben presente la situazione perché già da anni lavoravamo con le ditte»: antesignani dell’alternanza scuola-lavoro, si fa notare.

L’ultimo corso nato, che ha iniziato a sfornare i primi diplomati, è quello del nautico, «avevamo capito che il lavoro stava spingendo verso il mare», spiega la dirigente.

L’esperienza laboratoriale è il fulcro della didattica del Deffenu. Ed è chiaro che in questo momento si stia soffrendo particolarmente la situazione, è praticamente impossibile far entrare classi intere come prima. «In questo momento sono sotto-utilizzati – spiegano la preside e alcune docenti e collaboratrici –. La forza dei tredici laboratori (molti dei quali costruiti grazie ai progetti Pon) è che mettono a disposizione mezzi analoghi a quelli che poi gli studenti ritroveranno nel contesto lavorativo, perché sono al passo con software aggiornati».

L’ultima iniziativa è stata l’istituzione della fondazione Its sul turismo, di cui il Deffenu è scuola capofila, e la partecipazione come socio fondatore all’Its per manutentori di aerei. Si tratta di corsi post-diploma, pensati anche in questo caso per formare figure professionali specializzate «o anche per continuare gli studi universitari». Lo dicono i numeri, spiega la responsabile del Deffenu: « Il tasso di occupazione dei diplomati della scuola è alto, ma aumenta il numero di chi decide di continuare all’università, anche in indirizzi differenti».

Da poco, inoltre, si sono aperte le iscrizioni al corso serale per geometri. «Puntiamo a due obbiettivi – chiosa Salvatorica Scuderi –, formare persone che abbiano voglia di lavorare e continuare a studiare, e contemporaneamente far diventare loro bravi cittadini, creando un forte senso di appartenenza già nella scuola».

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