La Corte dei Conti sui miliardi del Recovery nell'isola: «Bisognerà vigilare»

La sede della Corte dei Conti a Cagliari

Inaugurazione del 2021: emergono negli ultimi 14 mesi venti condanne per danno erariale. Uso illegale di fondi pubblici da parte di consiglieri regionali

CAGLIARI. Le sentenze emesse nel 2020 dalla sezione giurisdizionale sono 321, i procedimenti erariali definiti dalla Procura 1592 con 797 fascicoli ancora aperti e 53 inviti a dedurre per una cifra complessiva che sfiora i sette milioni e mezzo: la pandemia ha rallentato le istruttorie e le pesanti carenze d’organico hanno allungato i tempi delle decisioni, ma numeri alla mano l’emergenza sanitaria non ha fermato l’attività della Corte dei conti sarda, sia nella fase del giudizio che in quella dell’indagine e del controllo. V

isto nero su bianco nelle tre relazioni con le quali ieri mattina è stato inaugurato l’anno giudiziario 2021 il bilancio messo insieme dalla magistratura contabile è sorprendente e fa largo alla fiducia guardando al prossimo futuro. Ai giorni in cui - sono parole della presidente Donata Cabras - l’«atteso arrivo dei rilevanti fondi previsti per il rilancio delle economie dell’area Euro vedrà l’istituto in primo piano, non solo in ambito di controllo, con le sezioni chiamate a svolgere una verifica anche in forma concomitante a presidio del corretto utilizzo delle somme e della regolare realizzazione dei programmi di spesa, ma anche in ambito giurisdizionale per le connesse fattispecie di danno all’erario nei casi di cattiva gestione delle risorse».

La presidente della Corte dei Conti, Donata Cabras

Sono parole significative, quelle della presidente della Corte dei Conti, perché contengono la certezza che l’arrivo dell’eldorado europeo - 207 miliardi di euro - susciterà appetiti diffusi e con quelli appropriazioni ed episodi di corruzione sui quali le procure ordinarie e contabili dovranno vigilare con attenzione. Di fronte a previsioni del genere sembrano poca cosa le 35 citazioni emesse dalla procura regionale - è stata la procuratrice Susanna Loi a fornire i dati - nei confronti di altrettanti consiglieri regionali coinvolti - e quasi tutti condannati - nei procedimenti per peculato legati all’uso illegale dei fondi destinati all’attività dei gruppi politici: gli onorevoli condannati per danno erariale sono stati 20 per un importo «azionato» pari a sette milioni e 387 mila euro.

Sono soli i casi più eclatanti, quelli che nelle cronache hanno sempre trovato spazio e rilievo. Ma a scorrere gli elenchi di procedimenti contenuti come esempio nelle relazioni della presidente Cabras e della procuratrice Loi si scopre, ma non è una scoperta, la facilità con cui dirigenti e dipendenti pubblici trattano con disinvoltura il denaro pubblico, orientandolo spesso verso l’interno delle proprie tasche. Quando le magistrature riescono a provare reati e danni, qualcosa si recupera: come nel caso di La Maddalena, dove l’anno scorso un privato ha ottenuto un finanziamento su fondi europeri (Por) per l’acquisto di un’imbarcazione da destinare a noleggio e scuola di vela, finita poi in una comune e improduttiva attività privata. Come dire: soldi pubblici e interesse privato. In quel caso, uno fra tanti, la condanna è stata alla restituzione di 103 mila euro, ma è un semplice esempio fra tanti altri.

Incoraggianti invece le indicazioni contenute nella relazione della sezione di controllo in tema di spesa pubblica regionale: se la magistratura contabile ha richiamato la Regione a un maggiore rigore nella gestione del personale in realtà complesse come Aspal e Forestas, il 2019 - cui si riferiscono i conti disponibili - risulta quello in cui è stato azzerato il disavanzo sanitario pregresso. Siccome la gestione sanitaria assorbe il 37% del bilancio, non è poco.


 

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