Le alternative per chi arriva in Sardegna: tampone, vaccino o quarantena

L'ordinanza di Solinas ricalca quella adottata in Sicilia dal governatore Musumeci

SASSARI. Dettagliata, completa di indicazioni su chi deve fare e su cosa deve fare: la nuova ordinanza del presidente della Regione, che istituisce i controlli sanitari su chi arriva via mare o via cielo nella nostra isola, stavolta è articolata in modo tale da renderla probabilmente inattaccabile ai rilievi del governo centrale.

Innanzitutto perché nell’ordinanza non si parla di “obblighi”, ma si traccia un percorso e si delineano delle alternative concrete e definite per chi approda in Sardegna. Si prevede anche un’organizzazione per la somministrazione dei test in porti e aeroporti. Insomma, tutta un’altra storia rispetto all’ordinanza della scorsa estate, quella che fu impugnata dal Governo.

In larga parte l’ordinanza del presidente Solinas (la numero 5) ricalca il provvedimento adottato alla fine dello scorso anno dal presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci e accettato senza obiezioni dal Governo. Stessa rosa di opzioni, stessa procedura per chi arriva nell’isola. Prima cosa da fare: registrarsi in anticipo rispetto all’imbarco sul sito della Regione o sull’app Sardegna sicura. Poi presentarsi alla partenza e consegnare, insieme alla carta d’imbarco, copia della ricevuta di avvenuta registrazione.

I passeggeri in arrivo «possono dare atto dell’avvenuta vaccinazione (entrambe le dosi) e/o sottoposizione all’esame diagnostico molecolare» o a quello antigenico «con esito negativo eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza». Chi invece arriva all’imbarco senza vaccino e senza aver fatto il tampone ha di fronte tre alternative. Fare subito un tampone, o farlo a proprie spese entro 48 ore dall'arrivo, oppure porsi in isolamento fiduciario  per 10  giorni.

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