Fondi ai gruppi, la Cassazione: Atzeri verso il carcere, pene da ridurre per otto

La Corte di Cassazione a Roma

Per i giudici inammissibili i ricorsi dell’ex capogruppo sardista e dei fratelli Randazzo

CAGLIARI. Si aprono le porte del carcere per l’ex capogruppo sardista Giuseppe Atzeri, condannato in appello a quattro anni e nove mesi per due episodi di peculato e uno di falso legati all’uso illegale dei fondi destinati ai gruppi politici regionali: con una decisione arrivata a tarda sera la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del difensore Agostinangelo Marras contro la sentenza emessa dai giudici di secondo grado cagliaritani il 27 marzo 2019 e ha reso esecutivo il verdetto. Salvo colpi di scena, al momento improbabili, Atzeri sarà il primo fra gli oltre cento ex onorevoli regionali coinvolti nel procedimento kolossal del pm Marco Cocco a finire dietro le sbarre dopo la condanna definitiva.

Giuseppe Atzeri

Gli altri erano stati arrestati nel corso delle indagini con provvedimenti cautelari. Atzeri è per certi versi il centro originario della vicenda, perché furono i presunti maltrattamenti compiuti sulla funzionaria del gruppo Ornella Piredda a scatenare l’inchiesta della Procura, partita proprio dai due esposti e dalle testimonianze della coraggiosa collaboratrice dei gruppi regionali. Dalle accuse di maltrattamento Atzeri è stato assolto nei due giudizi, ora però sembra destinato a pagare più di tutti per i fatti che hanno fatto finire nei guai giudiziari un numero incredibile di ex onorevoli, compresi diversi parlamentari, aprendo processi e inchieste ancora oggi in corso.


I giudici della sesta sezione di palazzo Cavour, presidente Petruzzella, hanno dichiarato inammissibili anche i ricorsi presentati dai legali di Alberto e Vittorio Randazzo - gli avvocati Leonardo Filippi, Andrea Chelo e Paolo Loria - ma per i due fratelli padroni dell’Aias non c’è rischio carcere perchè diventa definitiva la condanna a tre anni di reclusione, coperta in parte dalla condizionale e in parte da altri benefici di legge.

La sentenza romana rappresenta una buona notizia per gli altri otto ex consiglieri regionali condannati dalla Corte d’Appello sarda: i loro ricorsi sono stati dichiarati ammissibili, quindi i reati commessi fino al 16 settembre 2007 risultano prescritti. La Cassazione ha disposto l’annullamento della sentenza di secondo grado e ha affidato a un nuovo collegio d’appello il ricalcolo delle pene. In altre parole: la colpevolezza è confermata, ma il lungo tempo trascorso salverà molti dei consiglieri, forse tutti, dalla reclusione. Uno spauracchio legato anche alla legge spazzacorrotti, che ha limitato le possibilità di accedere alla forme di detenzione alternativa.

Questa è la sentenza firmata dai giudici cagliaritani due anni fa, quando sono stati riconosciuti responsabili di peculato e condannati Maria Grazia Caligaris (4 anni e un mese), Oscar Salvatore Cherchi (3 anni e 8 mesi), Pierangelo Masia (2 anni e un mese), Mario Floris (4 anni e un mese), Raimondo Ibba (2 anni, un mese e 10 giorni), Giuseppe Atzeri (4 anni e 9 mesi), Sergio Marracini (4 anni e un mese), Alberto Randazzo (3 anni), Vittorio Randazzo (3 anni) e Salvatore Amadu (2 anni e 2 mesi), Giommaria Uggias (2 anni e due mesi), difesi fra gli altri dagli avvocati Massimo Delogu, Riccardo Floris, Benedetto Ballero, Massimiliano Ravenna e Giulia Bongiorno. Col taglio legato alla prescrizione le pene dovrebbero calare di alcuni mesi, mentre non cambia per nessuno la posizione di fronte alla Corte di Conti, che ha imposto a quasi tutti gli ex onorevoli il risarcimento delle somme sottratte illegalmente.

Queste le somme contestate dalla Procura come prova del peculato e confermate nei giudizi: Raimondo Ibba (Sdi) 135.185 euro, Maria Grazia Caligaris (Sdi) 136.691, Pierangelo Masia (Sdi) 79.922, Oscar Cherchi (Pdl) 81.920, Mario Floris (Uds) 129.511, Giommaria Uggias (Idv) 32.500, Salvatore Amadu (Pdl) 18.500, Alberto Randazzo (ex Udc ora Pdl) 30.350, Giuseppe Atzeri (Psd'Az) 135.616, Sergio Marracini (Udc) 79.626, Vittorio Randazzo (Udc) 30.350. Ai consiglieri sono state contestate spese di ogni tipo, dai pranzi alle vacanze nei giorni festivi, acquisti privati, riparazioni delle automobili e altre attività considerate slegate dalle funzioni istituzionali e politiche.


 

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