Solinas: «Zone speciali all’ultimo miglio»

Il governatore invita i parlamentari sardi a spingere sul governo per ottenere l’ok alla “fiscalità di vantaggio” per l’isola

CAGLIARI. L’istituzione delle “zone economiche speciali” sembra essere in dirittura d’arrivo. Ne è convinto il presidente della Regione che interviene nel dibattito dopo che il caso era approdato in Parlamento con un’interrogazione dei deputati pentastellati Lucia Scanu e Nardo Marino. «La storica battaglia della Sardegna per conquistare una fiscalità di vantaggio che copra il divario della sua insularità sta entrando in una fase decisiva – ha detto il governatore –. Vogliamo assicurare al sistema produttivo sardo quella fiscalità agevolata attesa da decenni, e che può essere il vero motore della ripresa economica della nostra Isola». Christian Solinas ha ricordato la delibera approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta con la quale sono state apportate modifiche e integrazioni alla proposta di “Piano di sviluppo strategico” per l’istituzione della zona economica speciale della Sardegna. «La Zes – ha detto il Presidente – ci consentirà di vivere la nostra insularità non più come un handicap ma come una carta da giocare per lo sviluppo, sfruttando la nostra posizione strategica al centro del Mediterraneo per attrarre investimenti che possano fare della Sardegna un polo commerciale. Abbiamo dovuto rimodulare un piano, predisposto dalla Giunta precedente nel 2018, respinto dal Governo perché giudicato incompleto e irrealizzabile, ricostruendo un impianto più realistico e rispondente alle aspirazioni della Sardegna».

In particolare, nel Piano modificato dalla Regione viene esplicitato che le “zes” possono assumere varie configurazioni, quali parchi industriali e tecnologici, zone e porti franchi, città d’impresa. «Tali configurazioni – prosegue il documento – hanno fra loro non molti aspetti in comune: essere zone fisicamente delimitate, essere gestite unitariamente, essere autorizzate a offrire incentivi specifici e procedure semplificate».

All’interno della Ue sono presenti oltre 90 fra Zes e Zone franche. Queste ultime rappresentano una tipologia a sé stante di zone economiche speciali, finalizzate a promuovere il commercio internazionale (extra Ue nel caso dell’Europa) attraverso esoneri dei diritti di dogana, procedure doganali semplificate ed eventuali riduzioni delle imposte indirette. In Sardegna, la Regione ha delimitato l’area della Zona franca interclusa di Cagliari, che ha un piano operativo e dovrà essere gestita dalla società appositamente costituita “Cagliari Free Zone”. È stata inoltre approvata in via preliminare la delimitazione territoriale e l’operatività della Zona franca interclusa di Portovesme. Infine, la Regione ha disciplinato l’iter costitutivo di tutte le zone franche doganali sarde, «aree elettivamente destinate a depositi e lavorazioni in loco di merce da esportare fuori dalla Ue, in regime fiscale e doganale di esenzione».

Per le “zone economiche speciali” è prevista un’ampia gamma di agevolazioni, dagli aiuti a ricerca e sviluppo a quelli per la formazione dei dipendenti, dalla riduzione delle imposte sui redditi e sui profitti societari agli sgravi sulla tassazione immobiliare. E ancora: incentivi all’occupazione, disponibilità di aree per le imprese a prezzi ridotti, procedure burocratiche semplificate, servizi dedicati gratuiti come la ricerca di aree e immobili, ricerca di personale, piani di formazione del personale. «Confidiamo in un rapido esame da parte del Governo e in una sensibilità verso le richieste della Sardegna – ha concluso il governatore –. È ora necessario un grande sforzo unitario di tutte le forze politiche, delle istituzioni e dei parlamentari sardi».

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