Il Tar non ha dubbi: "In Sardegna l'obbligo dei test giustificato dalla zona bianca"

Il ricorso di un comitato per i diritti costituzionali respinto dai giudici amministrativi conferma come la Regione sia sulla buona strada quando impone i controlli precauzionali agli ingressi

CAGLIARI. «Proprio l’attuale classificazione della Sardegna come zona bianca giustifica la previsione di strumenti precauzionali come quelli introdotti dalla Regione»: a sostenerlo è il Tar nell’ordinanza con la quale è stato respinto il ricorso cautelare presentato dagli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias per conto del Comicost, Comitato per le libertà costituzionali e 79 cittadini, quasi tutti della penisola, che si sono aggiunti all’iniziativa legale attraverso gli studi degli avvocati Laura Mana e Monica Seri.

Con una decisione fulminea, cui seguirà la trattazione del merito, i giudici amministrativi – presidente Dante D’Alessio, estensore Tito Aru, consigliere Gianluca Rovelli – hanno confermato come la Regione sia sulla strada giusta quando impone precauzioni e limiti per evitare che si ripeta nelle giornate di Pasqua una pericolosa invasione turistica come quella dell’estate 2020.

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