Il Bovale valorizzato da giovani imprenditori

Nella cantina Audarya di Serdiana i fratelli Nicoletta e Salvatore Pala, consigliati dal padre Enrico, esportano etichette in tutto il mondo

La nobiltà d’animo del contadino che trae frutto dalla terra assecondando e rispettando i ritmi della natura. È questo il concetto racchiuso nel termine dell’antico sanscrito, “Audarya”, al quale si sono ispirati i fratelli Pala, Salvatore e Nicoletta, per battezzare la loro cantina nel sud della Sardegna. Giovanissimi hanno preso in mano l’azienda di famiglia nel 2014, quando avevano rispettivamente 23 e 19 anni, riuscendo in un’impresa non da poco. Nell’azienda di Serdiana, divisa in quattro distinte tenute che si trovano nella vallata di Sibiola, in questi anni la produzione è passata da quarantamila a trecentomila bottiglie all’anno.

Nove etichette, tutte in purezza per esaltare i vitigni autoctoni della zona: rappresentano la vitalità di questa realtà imprenditoriale che ha scommesso sul ricambio generazionale.

«Quando nostro padre Enrico ci chiese di occuparci in prima persona delle vigne di Sibiola non pensavamo certo di poter arrivare a tanto» racconta Nicoletta che con Salvatore e sua moglie Beatrice Ragazzo conduce l'azienda che dà lavoro a quindici dipendenti proseguendo una tradizione di famiglia inaugurata da nonno Salvatore.

Fu lui, nel Parteolla degli anni 50, a mettere le basi per la cantina Audarya. Il fondatore non c’è più, è venuto a mancare alcuni anni fa. Il suo sguardo, incastonato nel volto del contadino solcato dalle rughe di chi ha vissuto mille intemperie e immortalato in un scatto in bianco e nero che campeggia nella cantina di Sa Perdera, si volge benevolo sui nipoti che ora si avvalgono dell’esperienza di Enrico.

Fiore all’occhiello di questa realtà imprenditoriale, arrivata alla terza generazione, il Nuracada, un Bovale in purezza che sta riservando più di una soddisfazione nonostante il vitigno non sia dei più facili da vinificare. «Utilizzato in origine come vino da taglio, il Bovale è difficile da gestire perché particolarmente tannico e corposo. Tuttavia noi non abbiamo desistito e siamo riusciti a produrre un vino che ci ha dato tante soddisfazioni» sottolinea la giovane imprenditrice

che spiega le tappe della produzione del vino. «Dopo aver trascorso per un anno nelle botti di rovere francese, il nostro Bovale finisce l’affinamento in bottiglia per altri sette mesi».

Due anni servono al Nuracada perché possa sprigionare tutto il suo gusto e il suo profumo. Il risultato? Tre calici del Gambero rosso, un riconoscimento che ripaga degli sforzi fatti per trovare il giusto equilibrio grazie al contributo dell’enologo Davide Aledda e del consulente esterno Vincenzo Mercurio.

Se gli studi in Economia e in Leggi di Nicoletta (ora impegnata in un master di wine business management ) e Beatrice servono per l’aspetto commerciale e gestionale, l'uomo delle vigne è Salvatore. Che ha messo a frutto la sua passione per la grafica, culminata negli studi all’Istituto europeo di design, nella ricerca stilistica riguardante le bottiglie. Alla fine, i disegni ripresi dalla rivista “La vie parissienne” sono diventati un marchio inconfondibile dell’azienda che esporta all’estero, in particolare in Giappone, Stati Uniti e Russia. “Audarya” punta anche sull’accoglienza: nella cantina, a pochi chilometri dal paese, infatti, si organizzano serate all’insegna della degustazione.

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