Il laboratorio dell’Aou: «La variante brasiliana circola nel Sassarese»

Il centro di microbiologia e virologia: «Esclusa in Gallura»  Gli esperti: i sintomi sono quelli già noti, ma più aggressivi 

SASSARI. Una settimana fa era solo un sospetto. Da ieri mattina c’è anche la conferma da parte del laboratorio di Microbiologia e virologia dell’Aou di Sassari: la variante brasiliana è presente nell’area del Sassarese. La sicurezza che si tratta della variante brasiliana (denominata con il codice genetico P1) è arrivata dopo la mappatura dell'intero genoma virale del Sars Cov-2. E il lavoro dei ricercatori ha permesso anche di avere un’altra conferma – stavolta incoraggiante –: le analisi del laboratorio, infatti, hanno escluso la presenza della variante brasiliana in altri campioni provenienti dalla Gallura.

È stato ricordato che i sintomi della variante brasiliana sono gli stessi del Covid-19, solo più aggressivi. Febbre, tosse secca e mal di gola, stanchezza diffusa e dolori muscolari, diarrea, congiuntivite, perdita del senso del gusto e dell’olfatto, più raramente difficoltà respiratoria o fiato corto, oppressione o dolore al petto, perdita della facoltà di parola o di movimento. Che si manifestano in maniera più intensa. Come quella sudafricana, la brasiliana ha tre mutazioni importanti vicine tra loro, che alterano la conformazione della proteina “spike”: quella che permette al virus di agganciarsi alle cellule del tratto respiratorio, entrare dentro e replicarsi.

Il sequenziamento del genoma virale è stato effettuato utilizzando l'apparecchiatura donata dalla Fondazione Dinamo di Sassari. E con questo lavoro, la struttura dell’Aou di Sassari si conferma come “laboratorio sentinella”, con il compito quindi di allertare prontamente il sistema di sorveglianza sanitario per circoscrivere i focolai infettivi.

Grazie al lavoro di dirigenti biologi e medici, di giovani specialisti in virologia e biologia molecolare quindi di tecnici di laboratorio e personale addetto all’accettazione, dall'inizio della pandemia sono stati analizzati oltre 192mila tamponi e più di 17mila test sierologici per la ricerca degli anticorpi contro il coronavirus.

Il laboratorio sassarese è impegnato – insieme agli altri centri Covid sardi –, nell’indagine rapida quick survey, coordinata dall'Istituto superiore di sanità, con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il ministero della Salute, le Regioni e le Province autonome. L'obiettivo è quello di avere una fotografia nazionale, alla data del 18 marzo 2021, dei campioni risultati positivi per Sars- CoV-2 in Rt-Pcr. Per il test viene effettuato il sequenziamento genomico di una selezione di campioni scelti su base statistica.

Questo permetterà di verificare la trasmissibilità della variante brasiliana e la prevalenza nel tempo, in tutte le regioni, delle tre varianti del Covid, inglese, brasiliana e sudafricana. Nell'ultimo studio fatto il 18 febbraio scorso, la variante inglese aveva in Sardegna una prevalenza del 75 per cento. Numerosi i casi individuati e riferibili a varianti inglesi e, adesso, a quella brasiliana.



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