Denunciamo e manifestiamo, ribelliamoci a tutte le mafie

Nemmeno il Covid ha fermato la voglia degli italiani di festeggiare, se così si può dire, la giornata della memoria delle vittime innocenti di mafia proposta ancora una volta dall’associazione...

Nemmeno il Covid ha fermato la voglia degli italiani di festeggiare, se così si può dire, la giornata della memoria delle vittime innocenti di mafia proposta ancora una volta dall’associazione “Libera”. Non si parla di personaggi di spicco, martiri della patria come i giudici Falcone e Borsellino, si parla di uomini comuni caduti per sbaglio in tutti quegli incidenti programmati dalle più grandi organizzazioni criminali. Quest’anno, la manifestazione è stata più contenuta data la situazione di emergenza in cui il Paese si trova, ma era comunque necessaria per spezzare il silenzio. Oggi le mafie tendono a concentrarsi sui commerci illegali più che sull’eliminazione di oppositori, in breve preferiscono i soldi al sangue. Noi non possiamo combattere quel tipo di criminalità. Da comuni cittadini, dobbiamo contrastare l’omertà, la facoltà più inconsciamente utilizzata da tutti noi. Ma non pensate che il “non-dire” sia solo nelle “cose grandi”. Il favoritismo, la collusione e il conflitto di interessi avvengono anche a livello basso: “Devo fare un’analisi del sangue posso venire oggi in ospedale? Mi faresti un favore?”. Ecco il classico favore a un amico e una derisione di tutte le altre persone che sono andate a chiedere un appuntamento. Nonostante il lungo tempo di attesa, quelle persone hanno deciso di aspettare in quella fila, forse perché non possono permettersi le cure in luoghi privati o forse perché sanno che esiste lo Stato italiano che li assiste, prima o poi. Questo è un esempio di favoritismoda contrastare. La responsabilità è dello Stato che dovrebbe fornire un servizio efficiente, ma il cittadino apparentemente furbo che non rispetta le regole deve essere punito. E questo è solo uno degli esempi di “mafia” nella nostra quotidianità. Poi ci sono gli scandali negli appalti pubblici, presi d’assalto da aziende che riescono preventivamente ad aggiudicarsi la costruzione di opere edili attraverso collusioni e conflitti di interessi progettati per spazzare via gli altri concorrenti legalmente entrati nelle gare d’appalto. Dopo questo si sale sempre più in alto fino a maxi-frodi, narcotraffici e prestanome. Noi da soli non possiamo combattere tutto questo, non possediamo l’autorità necessaria. Quello che però dobbiamo fare è segnalare ogni caso illecito, ogni gioco sporco, anche quelli più piccoli e anche tra i più piccoli, perché è proprio nelle aule di ogni scuola che deve sparire questo concetto della “maschera del silenzio”. I bambini devono essere educati a superare la vergogna di parlare apertamente. È dai piccoli gesti che si impara la correttezza morale e a distinguere il giusto dallo sbagliato. Dobbiamo denunciare, manifestare per ogni ingiustizia che ci tocca, dobbiamo garantire il diritto alla verità. Solo così potremo vivere in un mondo più sicuro e trasparente in cui non avremo più paura degli sconosciuti, di uscire soli per strada e dire poter parlare liberamente.

*Andrea frequenta il Liceo Europeo Canopoleno



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