Donne e bimbi protagonisti: la rivoluzione Del Zompo

L’impegno per la parità di genere e il rapporto stretto con gli studenti. Prima rettrice a Cagliari «ma chiamatemi rettore»: ora lascia e torna alla ricerca 

SASSARI. Chiamatela “rettore” e non rettrice perché «non si dà importanza al valore delle donne con una lettera e perché c’è chi non si riconosce né nel genere femminile né in quello maschile. E a tutti bisogna portare uguale rispetto». Basta questo per capire quanto è avanti Maria Del Zompo, 69 anni, scienziata, prima donna a guidare l’Università di Cagliari, arrivata alla scadenza del mandato ma con una agenda ancora fitta di impegni. Il 31 marzo ci sarà il passaggio di consegne con il successore Francesco Mola, ordinario di statistica e prorettore vicario nel mandato Del Zompo. Sei anni in cui il numero degli iscritti è cresciuto in maniera costante, sei anni intensi e vissuti con il turbo, sulla spinta delle tante cose da fare e delle promesse da mantenere. La prima: spalancare le porte, aprirsi al mondo e ai suoi problemi, farli propri e impegnarsi per risolverli. Sei anni che raccontano la personalità di Maria Del Zompo: donna di cultura e comunicatrice straordinaria, ugualmente battagliera nel pretendere risorse eque per l’ Ateneo e per garantire il diritto allo studio e alla maternità, onorata nello stare accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e orgogliosa quando i suoi ragazzi la fermano per chiacchierare e fare un selfie. Come si fa con un’amica.

Rivoluzione Del Zompo. Sospira, ammette che non è stato semplice cambiare mentalità e approcci. «Ma io l’avevo scritto nel programma elettorale cosa avrei fatto. E quel piano ho rispettato, trovando per fortuna massima condivisione da parte dei prorettori, uomini e donne». Iniziamo dalla fine, e cioè dall’inaugurazione di un asilo nido per bimbi da 3 a 36 mesi, uno spazio riservato ai figli degli studenti e del personale dell’ateneo che potranno lasciare i propri piccoli in buone mani mentre seguono le lezioni o lavorano. «Andiamo incontro a loro ma soprattutto ai bambini – dice Maria Del Zompo – sono loro a occupare il primo posto. Una delle arretratezze gravi che abbiamo nella nostra regione è il ritardo con cui mandiamo i bambini a scuola, troppi saltano l’asilo e addirittura la scuola materna. Un errore, perché la cultura è fatta di strati di conoscenza: più tardi si inizia più ci saranno difficoltà. In Sardegna non abbiamo un numero sufficiente di strutture e non premiamo la competenza: gli educatori ricevono stipendi bassissimi a fronte di un lavoro fondamentale. Mi batto perché si capisca che dobbiamo investire sulla cultura: i bambini devono avere il primo approccio con la conoscenza e la socialità entro il primo anno di vita, all’interno di spazi belli, accoglienti e con personale qualificato. Questo dà fiducia anche ai genitori e alle mamme che troppo spesso rinunciano al lavoro per badare ai figli».

Mamme e carriera. Il rettore Maria Del Zompo racconta di vedere tante giovani colleghe in difficoltà: «Donne brilllanti, professioniste di valore, che si sentono costrette a fare una scelta. Ecco, io dico che le donne non devono essere obbligate a scegliere. Perché è una sconfitta per tutti. Su questo tema abbiamo seminato tanto, speriamo di raccogliere presto perché i dati attuali sono sconfortanti e fotografano una forte disparità tra uomini e donne». Se al momento dell’iscrizione e durante il percorso di studio le differenze quasi non si vedono, è dopo la laurea, soprattutto quando nelle facoltà scientifiche inizia l’attività di ricerca, che il divario si allarga: «Si passa da un rapporto di 60-40 a un altro di 80-20 a favore degli uomini – dice Del Zompo – chiaro che c’è qualcosa che non va se tante donne fanno un passo indietro per non trascurare la famiglia».

Il piano per l’uguglianza. Secondo Ateneo in Italia ad approvarlo, ora tutte le Università corrono ai ripari. Perché il Gender equality plan oltre a rappresentare un atto di giustizia «è diventato indispensabile per partecipare ai bandi di ricerca europea, chi non ce l’ha perde il treno dei fondi». Il Gep, piano per l’uguaglianza di genere, interviene in quattro aree specifiche in cui la figura della donna risulta essere in difficoltà e la sua presenza minoritaria rispetto a quelle degli uomini. «Il piano propone azioni di intervento stabilendo anche le risorse destinate. Si passa dalle parole ai fatti combattendo contemporaneamente anche i vari stereotipi di genere, sessismo ed eventuali molestie». Un esempio: il bonus baby sitter per le studentesse e le ricercatrici, in linea con il progetto “tessera baby” che include una serie di servizi per le donne in attesa di un figlio e per chi è già mamma e non vuole rinunciare al lavoro e allo studio.

Il futuro. La casa resterà la stessa, l’Università da cui Maria Del Zompo, farmacologa e neuroscienziata, proviene e che ama moltissimo. E dopo sei anni da rettore e la pensione tra pochi mesi (a ottobre) continuerà a promuovere la passione per la scienza e la ricerca. «Farò la divulgatrice, mi impegnerò attraverso le associazioni, mi confronterò con le istituzioni e con la politica. Dirò che la ricerca di base è un bene prezioso da sostenere con costanza: non è pensabile assegnare i fondi per due anni e poi sospenderli. Il filo non deve interrompersi, solo così dalla ricerca di base si passa alla ricerca applicata, come è successo per i vaccini contro il Covid». Lo dirà ai giovani, con cui ha un rapporto speciale, sperando che nei laboratori ce ne siano sempre di più e che molti di loro siano donne, mamme e professioniste non più costrette a scegliere.

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