Ribaltò l’auto dei carabinieri: chef condannato

Teulada: pena di sei anni e otto mesi per tentato omicidio, danneggiamento e resistenza

CAGLIARI. Paga con la condanna a sei anni e otto mesi di reclusione Alessio Madeddu (52 anni), il cuoco di Teulada celebre per alcune uscite televisive, che la sera del 2 novembre dell’anno scorso ribaltò con la pala di una ruspa l’auto dei carabinieri che gli avevano ritirato la patente dopo il suo rifiuto di sottoporsi all’alcoltest per poi cercare di travolgerli con lo stesso mezzo. A conclusione del giudizio abbreviato il gup Roberto Cau l’ha riconosciuto colpevole di duplice tentato omicidio, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale accogliendo le richieste del pm Gilberto Ganassi, che aveva sollecitato la condanna a sette anni, e quelle della parte civile - i due militari vittime della singolare aggressione - patrocinata dall’avvocata Anna Maria Busia. La sentenza ha tenuto conto dello sconto previsto per la scelta del rito abbreviato da parte del difensore, l’avvocato Gianfranco Trullu, e della continuazione fra i tre reati. Madeddu è interdetto per sempre dai pubblici uffici, dovrà pagare le spese processuali e quelle del mantenimento durante la custodia in carcere.

La sola buona notizia per lo chef, che divenne famoso dopo la partecipazione al fortunato programma televisivo “4 ristoranti” su Sky, è che dopo cinque mesi trascorsi al penitenziario di Uta potrà tornare a casa: accogliendo l’istanza del difensore, il gup Cau gli ha concesso la custodia domiciliare oltre che la restituzione della ruspa sequestrata, che non era di sua proprietà. Tra 90 giorni, al deposito della motivazione, la difesa potrà decidere se ricorrere in appello contro la sentenza.

La vicenda è semplice nella sua stranezza: finito fuori strada al volante del suo furgone Ducato, Madeddu era stato trovato solo, in piedi, al centro della carreggiata della provinciale 71. Ai militari aveva raccontato di aver perso il controllo del furgone perché abbagliato dai fari di un’auto. Il racconto non quadrava e il cuoco appariva chiaramente alterato, da qui la richiesta di sottoporsi all’alcoltest e il conseguente rifiuto. Scattato inevitabilmente il ritiro della patente, Madeddu si era allontanato a bordo di un’auto arrivata a recuperarlo, non prima di aver minacciato i carabinieri. Pochi minuti dopo è tornato al volante di una ruspa gommata e con quella, del tutto fuori controllo, ha rovesciato l’auto di servizio dell’Arma per poi inseguire i due militari a marcia indietro. L’uno e l’altro sono riusciti a mettersi in salvo buttandosi in una cunetta di cemento e in una stradina sterrata e buia. Mentre i due militari chiamavano i rinforzi, il cuoco si è allontanato sulla ruspa per tornare sul posto subito dopo. Solo che stavolta ha trovato una pattuglia dei carabinieri che l’ha arrestato con accuse pesanti, quelle che ieri il giudice ha confermato pienamente.

Madeddu si è sempre difeso sostenendo di non aver mai cercato di travolgere i due militari, ma il gup ha creduto alla prima ricostruzione dei fatti, confermata anche dalle lesioni lievi riportate dai due carabinieri nel tentativo di sottrarsi all’aggressione. (m.l)

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