In alto mare pale alte 260 metri

Secondo alcune stime ne serviranno tra 430 e 600: ciascuna costa 10 milioni

CAGLIARI. Per decarbonizzare, a meno di non ricorrere al nucleare, c’è una sola strada: l’uso delle rinnovabili. In tutta Europa le nazioni stanno sperimentato i più svariati processi per estrarre naturalmente energia dalla natura: sfruttando il moto delle maree, ad esempio, oppure lavorando con la geotermia, l’idroelettrico, le biomasse. Ma i due sistemi più usati sono eolico e solare. In ampie aree del pianeta l’uso estensivo di questi sistemi ha permesso la chiusura di centrali inquinanti. Per costruire una Sardegna verde le rinnovabili sono indispensabili. Rispetto a oggi un domani dovremo quasi triplicare le produzioni, passando da 4 a 11 terawattora. Un domani che arriverà tra pochi anni, giusto il tempo di decidere chi, quanto e soprattutto dove realizzare i campi eolici o fotovoltaici. E non saranno come le pale eoliche che si vedono in giro.

I numeri dicono che serviranno pale eoliche con una potenza globale di 6 gigawatt, una potenza pari a dieci centrali di Fiumesanto, per fare un esempio, per sostenere una isola verde. Migliaia di pale che deturpano irreparabilmente il paesaggio? No, forse ne basteranno un quantitativo compreso tra 430 e 600; relativamente poche ma alte circa 260 metri, (poco più basse della Tour Eiffel) con un rotore da 220 metri. Ciascuna pala costa dai 10 ai 12 milioni di euro ed è in grado di generare una potenza superiore ai 10 megawattora. Dove collocarle? L’esperienza di altre nazioni costiere non lascerebbe spazio a dubbi: al largo della costa più ventosa, a distanza adeguata per non essere viste dalla spiaggia o dai monti dell’isola, e in grado di non provocare ostacoli alla navigazione o ai volatili.

Le pale sono uno dei due elementi necessari e indispensabili per mettere in sicurezza il sistema. L’altro è la messa in opera di un sistema di accumulo di energia in grado di rilasciarla in caso di necessità. Si tratta di megabatterie che hanno nei fatti la stessa funzione delle centrali pronte a entrare in produzione in caso di emergenza. In questo campo la tecnologia corre spedita. Negli Stati Uniti, batterie in grado di immagazzinare la stessa energia prodotta da una nostra centrale a carbone non sono fantascienza ma realtà. Chiedere a Tesla e Apple.(g.cen.)

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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