L'aereo lascia a terra 23 bambini sardi a Roma

Fatale un ritardo di pochi minuti all’imbarco, causato dal traffico caotico di Roma, e l’inflessibile comandante ha detto no: dobbiamo partire in orario

OLBIA. E' finita giovedì con un sospiro di sollievo l’odissea di 27 bambini del Geovillage tennis club di Olbia e del Tc Tempio, letteralmente lasciati a terra a Fiumicino dal comandante di un aereo Volotea in partenza per Olbia mercoledì notte. Non uno dei tanti voli, ma l’ultimo del giorno per ritornare a casa in Sardegna. Tutti di età tra gli 8 e i 13 anni, i ragazzini erano a Roma per assistere agli Internazionali di tennis. Una festa, ma il fuori programma era dietro l’angolo.

Fatale un ritardo di pochi minuti all’imbarco, causato dal traffico caotico di Roma, e l’inflessibile comandante ha detto no: l’aereo deve partire in orario. E così è stato, ma senza la comitiva a bordo. Da quel momento sono scattati il panico e la protesta dei genitori che inutilmente attendevano il volo di rientro a Olbia. Il costo di tanta rabbia è salato: tre di loro, infatti, sono stati denunciati dalla polizia di frontiera con l’accusa di violenza privata per aver inseguito, circondato e aggredito verbalmente il comandante e l’equipaggio Volotea all’arrivo al Costa Smeralda mercoledì notte.

In effetti, in quel momento nel terminal ci sono stati momenti di grande tensione ed è stato evitato il peggio solo grazie all’intervento degli agenti guidati dal dirigente Christian Puddu. Tanta tensione si spiega perché in un clima di angoscia nella notte tra mercoledì e giovedì i 27 giovanissimi tennisti e i loro tre accompagnatori hanno inutilmente cercato alloggio in una Roma da tutto esaurito per gli Internazionali di tennis e per la finale di Coppa Italia. L’unico hotel con 30 posti liberi è stato trovato ad Anzio alle 2 del mattino, mentre l’unico volo disponibile per ritornare a casa è stato trovato giovedì mattina, ma per Alghero. Il resto in bus sino a Olbia con fine dell’odissea alle 14.

«Una situazione veramente incredibile – racconta Angela Asara, madre di due dei baby tennisti rimasti a Roma, ex dipendente di Air Italy – i nostri figli al gate si sono visti sbattere la porta in faccia per qualche minuto di ritardo. Il comandante si è giustificato dicendo di dover partire in orario, ma era l’ultimo volo e attendere pochi minuti non avrebbe comportato alcun problema all’operativo dei voli. Gravissimi problemi, invece, per i ragazzi costretti a cercare un albergo per la notte. Alla fine, grazie all’aiuto dei tanti amici ed ex colleghi di Olbia siamo riusciti a trovare un hotel ad Anzio e un volo per giovedì mattina, seppure diretto ad Alghero». «La compagnia Volotea si è adoperata per aiutarci – aggiunge Angela Asara – hanno pagato l’hotel e il volo di rientro, ma resta il disappunto per il comportamento incredibile del comandante, soprattutto sul piano umano. Come si può pensare a cuor leggero di lasciare a terra 27 bambini?».

Angela Asara racconta anche la paura e la tensione accumulate nella notte da incubo tra mercoledì e giovedì. «Quando a Olbia – dice – è sbarcato l’equipaggio dell’aereo arrivato da Roma senza i nostri figli, subito ci siamo avvicinati per chiedere spiegazioni al comandante. È vero, ci sono stati momenti di tensione, ma noi eravamo terrorizzati per la sorte dei ragazzi e volevamo capire il perché di tutto questo». Il “chiarimento” con comandante ed equipaggio ha portato a tre denunce per violenza privata, ma è solo una parte del fascicolo che racchiude la vicenda e che si trova già in Procura, a Tempio.

Gli stessi genitori, infatti, riferiscono di aver presentato un esposto alla magistratura per segnalare il comportamento del comandante inflessibile. Tutto da verificare, invece, cosa succederà a livello aziendale visto che Volotea, provvedendo a coprire le spese di viaggio e alloggio della comitiva, ha in qualche modo espresso un giudizio sulla vicenda.

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