Addio ad Angela Azzaro, giornalista e attivista: era nata a Nuoro, il cordoglio di amici e colleghi
Aveva 59 anni. Esperta di politica e scrittrice, aveva avuto ruoli di primo piano a Liberazione, Il Dubbio e al Riformista. Il post di Lea Melandri
Lutto nel mondo del giornalismo per la scomparsa di Angela Azzaro, 59 anni, giornalista, esperta di politica, femminista, in prima fila in tutte le battaglie per la difesa dei diritti. Angela Azzaro era sarda, era nata a Nuoro e delle sue origini era molto fiera. Per gli studi universitari si era trasferita a Milano e successivamente a Roma, dove lavorava. E’ stata caporedattrice di Liberazione, dove curava l’inserto culturale Queer, vice direttrice del Dubbio e, fino all’aprile 2023, vicedirettrice del Riformista e poi firma dell’Huffington Post. Ha scritto per Fandango il libro “Nuove tecniche di rivolta” e ha partecipato a diversi libri di autrici varie sui diritti delle donne.
La sua morte ha suscitato un enorme cordoglio sui social. Angela Azzaro era stimatissima non solo per la sua preparazione, ma soprattutto per la sua onestà intellettuale e il coraggio nel prendere posizioni anche scomode per altri.
Scrive di lei Davide Varì, del Dubbio: “Angela Azzaro è morta. La nostra Angela ci ha lasciati. Angela era il Dubbio. Lo era più di chiunque altro, di certo lo era più di chi oggi ha il compito difficile e struggente di scrivere della sua morte. Angela era solare e malinconica, sapeva essere leggera e spensierata ma era capace di tuffarsi negli abissi come nessun altro. Sapeva essere dura e intransigente senza mai perdere la sua fragilità e la sua sconfinata capacità di essere empatica, la sua grazia. Parlava la lingua degli intellettuali e quella delle persone semplici, senza tradire né gli uni né le altre. Odiava il paternalismo con una severità quasi fisica, pretendeva coerenza e onestà intellettuale da tutti, e non ammetteva la superficialità. Da nessuno”.
E poi ancora: “Aveva un’intelligenza fuori dal comune: obliqua, spiazzante, provocatoria, mai accomodante, mai pacificata. Amava la vita senza perdere di vista chi, con quella vita, ogni giorno doveva fare i conti: era accanto ai migranti, agli ultimi, con atteggiamento di profonda, assoluta e laica cristianità”.
Noto a chi lo conosceva il suo profondo legame con la Sardegna: “Angela era anche la sua Sardegna: il mare cristallino della Gallura e l’asprezza solo apparente della Barbagia. Con quei paesaggi aveva un legame viscerale, un cordone profondo nel quale scorrevano odori, sapori, colori, memorie”.
Commovente il ricordo di Angela Azzaro da parte di Lea Melandri, giornalista, saggista, attivista: tra le due un’amicizia trentennale.
