La Nuova Sardegna

La polemica

Allarme stagionali, è scontro tra Regione e imprese. L’assessora Manca: «I lavoratori ci sono, ma rifiutano paghe inadeguate e turni estenuanti»

di Paolo Ardovino
Allarme stagionali, è scontro tra Regione e imprese. L’assessora Manca: «I lavoratori ci sono, ma rifiutano paghe inadeguate e turni estenuanti»

La replica di Paolo Manca (Federalberghi): «Attacco strumentale e sterile, il governo sardo preferisce il like facile sui social»

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Sassari Tradizione pre estiva: la caccia al lavoratore stagionale. Anche quest’anno dai banconi delle reception di hotel o delle sale di ristoranti e bar i titolari cercano camerieri, cuochi e personale che non si trova. Ma l’assessora regionale al Lavoro, Desirè Manca, cambia le carte in tavola: «Gli stagionali ci sono eccome, nell’isola abbiamo oltre 50 mila disoccupati qualificati e 92 mila qualifiche nel settore turistico alberghiero». Semmai «si rifiutano di lavorare in un settore con paghe inadeguate e turni estenuanti».

Albergatori e ristoratori non vogliono passare per cattivi e invitano a rivedere i dati al ribasso. Secondo Paolo Manca, numero uno di Federalberghi Sardegna, l’uscita di Desirè Manca dà vita a «una polemica strumentale e sterile» figlia di un «governo sardo» che «preferisce il like facile sui social».

Il problema

Interpellato dalla Nuova Sardegna sulle sorti della stagione estiva, il presidente regionale di Federalberghi, qualche giorno fa, si era lasciato andare anche su un problema «storico» per le imprese turistiche: «Quella che stiamo vivendo anche quest’anno sul reclutamento del personale è una criticità che ha radici strutturali ma questa stagione la situazione è comunque migliorata rispetto agli anni scorsi».

Il post L’assessora regionale torna sulla questione e lo cita apertamente nero su bianco, anzi blu su bianco, su facebook, con un post che poi prosegue: «Da una parte oltre 50 mila disoccupati qualificati. Oltre 91 mila qualifiche nel settore turistico alberghiero. Dall’altra, turni estenuanti, contratti frammentati, paghe inadeguate, condizioni lontane dalla dignità. La domanda da porsi è soltanto una: perché un bacino di competenze ampio, strutturato e già formato rifiuta un posto di lavoro? Guardarsi in casa, a volte, è doveroso. Se le imprese del comparto turistico continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, i numeri estratti oggi dal Sil Sardegna (il Sistema informativo lavoro, ndr) ci dicono l’opposto: la formazione c’è, le qualifiche ci sono, le professionalità anche».

Il personale a spasso

Questi, inoltre, i numeri diventati nella giornata di ieri il vero pomo della discordia, condivisi da Desirè Manca dal sito della Regione: nei 29 centri per l’impiego dell’isola risulterebbero iscritte 51.588 persone disoccupate con qualifiche nel settore alberghiero e della ristorazione. Per un totale complessivo di 91.876 qualifiche professionali. Tra questi spiccano 961 qualifiche di maitre d’hotel, 1.366 di chef, 1.058 di cuochi di ristorante, 18.110 camerieri di sala, 15.463 aiuto camerieri, 10.877 aiuto cuochi. Un quadro, specifica a margine l’assessora, «aggiornato, anzi aggiornatissimo, a due giorni fa».

La replica

A nome della categoria alberghiera, Paolo Manca rivede i conti: «Molti tra quei 51.600 disoccupati citati hanno in mano già un contratto di lavoro firmato, che magari è appena partito o parte dal primo maggio, e per questo tecnicamente rientrano ancora nelle cifre estrapolate alla buona». A sorprendere però l’albergatore è stata la citazione diretta sui social e una nota che è sembrata prendere di mira le imprese turistiche. «Su questo tema gli albergatori non hanno mai chiamato in causa la Regione – sottolinea Paolo Manca –. Non bisognerebbe fermarsi ai titoli dei giornali, perché leggendo con attenzione si scoprirebbe che le nostre strategie si basano sulla maggiore professionalizzazione dei lavoratori e sull’allungamento del periodo occupazionale, oltre che sul coinvolgimento dei nuovi talenti per accelerare la modernizzazione delle professioni turistiche». Il numero uno di Federalberghi punta il dito contro la giunta Todde rea di non incentivare «un dialogo costruttivo» ma usare i social «in maniera diretta, gratuita e con uno standing che di istituzionale ha ben poco».

«Nessun attacco»

Manca, Desirè, sentita in proposito nega la contrapposizione Regione-imprese del turismo: «Il mio non era un attacco personale, non mi permetterei mai. Ho condiviso una riflessione che mi sono permessa di fare su una valutazione che sarebbe opportuna, sul riconoscimento del lavoro stagionale». Difende i dati emersi dalla ricerca, così come l’attendibilità delle registrazioni. Sì, nell’isola ci sono oltre milletrecento chef. «Parliamo di dati raccolti nei centri per l’impiego, non in un punto raccolta dove ti chiedono cosa sai fare. Se ti presenti come chef, vuol dire che hai una qualifica dimostrabile».

Paolo Manca però se la lega al dito: «Se il governo sardo preferisce il like facile sui social, figlio di una perenne campagna elettorale e che evoca l’odio sociale, invece di sedersi a un tavolo per conoscere la reale situazione, le sue criticità, analizzare insieme e in maniera corretta i numeri e trovare soluzioni, continui pure a lavorare in solitaria» ma apre alla «disponibilità a collaborare per migliorare la qualità del lavoro turistico in Sardegna».

L’assessora tira dritto: «la Regione investe sulla formazione, il mondo imprenditoriale dovrebbe pensare a qualificare il personale e riconoscerne il lavoro. Non si spiega, altrimenti, perché persone sarde vadano fuori a dall’isola a cercare lo stesso identico impiego». 

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