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Limite di due ore al giorno per i minori su Instagram e Facebook, Meta pagherà 17 miliardi

Limite di due ore al giorno per i minori su Instagram e Facebook, Meta pagherà 17 miliardi

L’accordo negli Usa impone nuove regole a Facebook e Instagram

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New York Meta pagherà fino a circa 17 miliardi di dollari e dovrà cambiare profondamente il modo in cui gli adolescenti possono utilizzare Facebook e Instagram. Il colosso guidato da Mark Zuckerberg ha raggiunto un accordo con una vasta coalizione di procuratori generali americani per chiudere una parte fondamentale delle cause nelle quali la società era accusata di aver progettato servizi capaci di favorire un uso compulsivo dei social tra bambini e ragazzi e di non averli protetti adeguatamente.

L'intesa, che deve ancora essere approvata dal giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers, non comporta alcuna ammissione di responsabilità da parte di Meta. Ma introduce una serie di vincoli molto concreti per gli utenti con meno di 18 anni.

Il più evidente riguarda il tempo trascorso sulle piattaforme: per gli adolescenti scatterà un limite predefinito complessivo di due ore al giorno su Facebook e Instagram, superabile soltanto con l'intervento di un genitore. Durante l'utilizzo continuo saranno inoltre previste pause obbligatorie dopo 15 minuti e successivamente dopo 60 e 90 minuti.

Arriva anche una sorta di coprifuoco digitale. Tra mezzanotte e le 6 del mattino l'accesso ai feed sarà bloccato per gli under 18, salvo autorizzazione di un genitore. Le notifiche verranno invece silenziate dalle 22 alle 7 e, durante l'anno scolastico, anche nei giorni feriali tra le 8 e le 15.

L'accordo interviene anche su alcune caratteristiche considerate particolarmente delicate per gli adolescenti. Meta dovrà nascondere ai minori il numero dei “Mi piace” e delle altre reazioni, limitare i filtri cosmetici che simulano modifiche dell'aspetto fisico e offrire la possibilità di utilizzare un feed non personalizzato, quindi non costruito dall'algoritmo sulla base degli interessi dell'utente. Saranno inoltre rafforzati i sistemi per verificare l'età, individuare gli utenti sotto i 18 anni e rimuovere i bambini sotto i 13 anni che utilizzano le piattaforme. Previsti anche controlli parentali più semplici e la supervisione di un organismo indipendente.

Un accordo che può diventare ancora più severo

La parte economica dell'intesa si sviluppa nell'arco di dieci anni. Meta verserà almeno 12,1 miliardi di dollari; altri 5 miliardi scatteranno se anche altre grandi piattaforme social adotteranno misure comparabili, portando il valore complessivo fino a circa 17,1 miliardi. In quel caso alcune restrizioni diventerebbero ancora più rigide: il limite giornaliero scenderebbe a un'ora e il blocco notturno potrebbe estendersi dalle 22 alle 7.

Meta ha chiesto esplicitamente alle altre grandi piattaforme, tra cui TikTok e YouTube, di adottare regole analoghe. Secondo il responsabile legale C.J. Mahoney, una protezione efficace degli adolescenti richiede infatti standard comuni all'intero settore, perché i ragazzi si spostano continuamente da un'applicazione all'altra.

Alla California, uno degli Stati in prima linea nel procedimento, dovrebbero andare tra 1,5 e 2,1 miliardi di dollari. Una parte significativa della somma sarà destinata a interventi per prevenire o affrontare i problemi legati all'uso dei social tra i giovani.

Il processo interrotto dopo pochi giorni

L'accordo arriva mentre era appena entrato nel vivo il processo federale iniziato il 18 agosto a Oakland, in California. In aula California, Colorado, Kentucky e New Jersey contestavano a Meta violazioni delle norme statali a tutela dei consumatori, mentre il procedimento comprendeva anche le accuse avanzate da 29 Stati per la presunta raccolta illecita di dati personali di bambini sotto i 13 anni senza il consenso dei genitori.

Gli Stati sostenevano inoltre che Meta avesse conosciuto i possibili effetti negativi di alcune caratteristiche delle proprie piattaforme e avesse privilegiato la crescita dell'interazione e dei ricavi. Meta ha sempre respinto questa ricostruzione, contestando anche l'esistenza di basi scientifiche sufficienti per definire una vera e propria “dipendenza da social media”.

Il patteggiamento chiude questa parte del contenzioso, ma non tutti i problemi giudiziari di Meta. Restano infatti pendenti numerose azioni promosse negli Stati Uniti da privati, amministrazioni locali e distretti scolastici contro Meta e altre aziende tecnologiche.

La portata dell'accordo è comunque eccezionale: le autorità americane lo definiscono il più grande accordo mai raggiunto nell'ambito della tutela dei consumatori da parte di una Big Tech, se si escludono gli storici risarcimenti dell'industria del tabacco. Alla notizia, mercoledì 26 agosto, le azioni Meta guadagnavano circa il 2,3% nelle prime contrattazioni.

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