Regione, varata nuova legge elettorale: no alla doppia preferenza
Sparisce il listino del presidente ma potrebbero aumentare i rischi di ingovernabilità: la legge approvata a larga maggioranza con 61 a favore, 7 contrari e 6 astenuti
CAGLIARI. A meno di otto mesi dalla fine della legislatura, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una riforma della legge elettorale statutaria a larga maggioranza con 61 voti a favore, 7 contrari 6 astenuti. Mentre viene confermato il collegamento dei candidati presidenti alle liste circoscrizionali, l’indicazione della scelta del presidente attraverso le primarie e l’abolizione del listino, non passa, a voto segreto, la discussione sulla doppia preferenza di genere, viene introdotto un meccanismo di premio di maggioranza che potrebbe portare ad un caso di ingovernabilità e viene assestato un colpo al presidenzialismo con la norma secondo la quale il presidente della Regione dimissionario non potrà ricandidarsi al successivo turno elettorale. Riguardo la parità di accesso alle cariche elettive la legge prevede che ciascun genere non possa essere rappresentato nelle liste elettorali in più dei due terzi: sul fronte della governabilità il premio di maggioranza scatta con una soglia minima del 25% (attribuendo il 55% dei seggi, cioè 33 consiglieri) mentre chi supera il 40% delle preferenze potrà contare su 36 seggi su 60 dopo la riduzione da 80 decisa con modifica costituzionale. Il Consiglio ha anche deciso una soglia di sbarramento per potere accedere all’attribuzione dei seggi: il 10% per le liste in coalizione e il 5% per quelle fuori dalle alleanze. L’approvazione della legge con almeno 2/3 del Consiglio è sufficiente per scongiurare il ricorso al referendum confermativo richiesto da almeno 16 consiglieri su 80, ma non quello promosso con una raccolta di circa 50 mila firme popolari e che bloccherebbe la promulgazione delle legge. In questo caso, però, non si corre più il rischio di andare al voto, a fine gennaio, con la vecchia norma che prevedeva un listino di nominati per garantire il premio di maggioranza. La lista regionale, infatti, viene ridotta al solo candidato presidente.
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