Inchiesta Atp, Marras sentito dal gup

Nei guai i vertici dell’Azienda trasporti: 7 imputati. Il presidente: regolare la nomina del direttore

SASSARI. Si è sottoposto a esame nell’aula dell’udienza preliminare il presidente dell’Azienda trasporti pubblici di Sassari Leonardo Marras finito sotto inchiesta insieme ai sei componenti del consiglio di amministrazione Angelo Brozzu, Antonio Brozzu, Giovanni Cocco, Giuseppe Farris, Angelo Mura e Salvatore Ruggiu, tutti difesi dagli avvocati Stefano e Toto Porcu. L’accusa nei loro confronti è abuso d’ufficio per due episodi in particolare evidenziati nel capo di imputazione dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. Il primo riguarda la nomina del nuovo direttore generale Roberto Pocci, ritenuta dal magistrato illegittima perché fatta per chiamata diretta e non attraverso un bando pubblico, «in violazione dello statuto aziendale» secondo il pm. A questo proposito Marras ieri ha spiegato che l’articolo 37 dello statuto prevede sì al primo comma che ci sia un concorso pubblico qualora si debba procedere a nuove nomine ma al comma 2, però, è scritto che è valida anche la chiamata diretta quando la persona abbia requisiti particolari in materia e ci sia una condivisione all’unanimità. Come sarebbe accaduto nel caso di Pocci, rispetto alla cui nomina il collegio dei revisori nulla ebbe da ridire.

L’altra questione, invece, si concentra sulla gestione del parcheggio di via Dei Mille. Infatti nel 2007 il presidente e il consiglio di amministrazione avevano deliberato di trasferire la gestione del parcheggio dal Consorzio Atp alla società controllata Atp Servizi. Il pubblico ministero ha ravvisato una serie di irregolarità in questa procedura. Innanzitutto per un’incompatibilità di ruoli: infatti Leonardo Marras, oltre a essere il presidente dell’Azienda Trasporti, è anche l’amministratore unico della società privata Atp servizi. «L’affidamento del parcheggio – si legge nel capo di imputazione – procura un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Atp servizi». Questo in violazione del regolamento consortile, che stabilisce che gli amministratori di società che operano per conto dell’Atp non possano far parte del consiglio direttivo della stessa Atp. A proposito Leonardo Marras ha chiarito ieri davanti al gup che il divieto previsto dallo statuto in questi casi «opera soltanto se le due società sono connesse o concorrenti». E siccome l’Atp si occupa di trasporti e l’Atp servizi di parcheggi e rimozione mezzi, tra le due aziende a detta di Marras e dei suoi legali non ci sarebbe alcuna connessione né concorrenza.

Al termine dell’udienza preliminare il pubblico ministero Giovanni Porcheddu ha chiesto un rinvio per poter consultare ulteriormente gli atti del fascicolo e il gup ha rinviato al prossimo 26 febbraio quando molto probabilmente deciderà sul rinvio a giudizio degli imputati o sul non luogo a procedere.

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