Ossi, Comune sotto accusa per i mutui

La minoranza contesta la rinegoziazione e segnala alla Corte dei Conti le presunte irregolarità

OSSI. Ancora un botto da parte dei gruppi di opposizione su una delibera importante come quella della rinegoziazione dei mutui da parte del Comune con la Cassa Depositi e Prestiti. Il provvedimento sarebbe viziato per una serie di motivi che, già segnalati in sede di consiglio comunale, vengono ora sottoposti con distinte segnalazioni (una da parte del Gruppo Autonomo e l’altra di Uniti per Rinnovare) all’attenzione del Prefetto, della Corte dei Conti, del Ministero della Pubbica amministrazione, dell’Ispettorato e del Dipartimento per la Funzione Pubblica, della Cassa Depositi e Prestiti, della Direzione Generale e del Servizio Territoriale Enti Locali. Il siluro arriva improvviso, quando l’avvio delle manovre elettorali sembravano aver distolto l’interesse per le polemiche sul versante politico amministrativo.

I fatti. Il 7 novembre 2014, con la circolare n. 1281 la Cassa Depositi e Presiti aveva comunicato agli enti locali la decisione di autorizzare un’operazione di rinegoziazione dei prestiti concessi a tali enti indicandone caratteristiche, modalità e tempistica di adesione. L’occasione viene giudicata utile da parte dell’amministrazione comunale consentendo di rinegoziare tutti i mutui a disposizione con scadenza successiva al 31.12.2020 per un importo complessivo pari a 2 milioni e 938 mila euro quale residuo dei prestiti originari con scadenza al 31.12.2044. Il consiglio comunale viene convocato il 20 novembre e, con 13 voti a favore e quello contrario del consigliere Giovanni Mura, delibera di procedere con la rinegoziazione. Fin qui, a parere dell’opposizione, che quasi compatta ha votato anche lei a favore, tutto regolare.

Le contestazioni. In seguito però emerge qualche problema. Il provvedimento mancherebbe infatti del requisito di esecutività immediata (che in sede di votazione non sarebbe stata richiesta, né tantomeno votata). Inoltre non sarebbero stati comunque rispettati i dieci giorni di pubblicazione richiesti per la validità della delibera, che è stata pubblicata il 26 novembre, mentre i termini improrogabili per la presentazione della documentazione alla Cassa erano fissati al 2 dicembre: un lasso di tempo insufficiente a coprire i dieci giorni necessari. Oltre la contestazione sulla delibera di rinegoziazione dei mutui le opposizioni denunciano anche un altro caso di irregolarità, che riguarda la ratifica fuori dei termini di una variazione al bilancio di previsione: la variazione, approvata dalla Giunta il 18 settembre, scrivono ancora i consiglieri, è stata però ratificata dal Consiglio il 3 dicembre, ben oltre i 60 giorni stabiliti e perciò è da considerarsi decaduta. (p.s.)

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