Attentati ai sindaci? "Tagliate le tasse"

Dopo la fiaccolata piazza gremita per ascoltare il discorso del parroco davanti al Municipio

Con una fiaccolata e il discorso del rappresentante del vescovo il paese si prepara alla manifestazione organizzata dall'Anci con i primi cittadini di tutta l'isola nel segno della solidarietà a Francesco Fois cui hanno fatto saltare in aria mezza casa

BULTEI. Fiaccolata organizzata dal parroco don Francesco Mameli e poi tutti in piazza ad ascoltare il discorso di don Cossu che ha portato il messaggio del vescovo. Bultei si prepara alla manifestazione di domani, quando tutti i sindaci sardi si ritroveranno in paese in segno di solidarietà col sindaco Francesco Fois colpito da un attentato.

Attentato al sindaco, solidarietà nella piazza gremita

«Non è la scorta che ci aspettiamo dallo Stato, ma un impegno per permetterci di amministrare bene: l'allentamento del patto di stabilità, minore pressione fiscale, molti più servizi, in cima a tutto la scuola». Alla vigilia della convocazione di tutti i sindaci sardi a Bultei, parla il primo cittadino di Ottana, Giampaolo Marras, uno dei simboli degli attentati agli amministratori locali del nuorese, dove storicamente il fenomeno è più diffuso: nel 2010 alcune fucilate furono esplose contro la camera da letto dove dormiva la figlia.

«La risposta alle bombe o alle intimidazioni - spiega Marras all'Ansa - non è militarizzare i nostri paesi ma la possibilità da parte dei cittadini di essere ascoltati, di avere risposte ai problemi: a Ottana ci ha abbandonato l'industria, ora si tassano coloro che hanno ripiegato sull'agricoltura con l'Imu, per non parlare delle altre tasse. Ci si sente soli e arrabbiati». Anche lui domani sarà a Bultei per l'incontro promosso dall'Anci, una segnale tangibile di solidarietà nei confronti del sindaco Francesco Fois a cui ignoti attentatori hanno fatto saltare parte della casa. Il mandato di Marras sta per giungere al termine, a maggio a Ottana si vota, ma lui come tanti altri sindaci del nuorese non si ricandiderà.

«Credo nell'alternanza - dice - ma in ogni caso non sono sereno, non riesco a dare risposte ai miei cittadini in difficoltà, perché dovrei continuare in queste condizioni per altri 5 anni?». Un'opinione diffusa tra gli amministratori del centro Sardegna: pochi giorni fa il sindaco di Bolotana Francesco Manconi ha annunciato le sue dimissioni - le formalizzerà in Consiglio venerdì - per l'impossibilità a dare risposte ai suoi concittadini inferociti per il caro Tari. «Sto dalla loro parte - ribadisce Manconi - qui non ci sono le condizioni per fare l'amministratore. Lo Stato sta bleffando, facendoci fare gli esattori ed esponendoci al pericolo: alzi la mano chi di noi non ha avuto minacce».

Pronto anche lui a raccogliere l'appello dell'Anci. «Vado a Bultei a solidarizzare con il collega per il gesto vile che lo ha colpito - spiega Manconi - ma sinceramente spero che altri colleghi seguano il mio esempio: dimettiamoci in massa. So che i sindaci dell'oristanese si stanno organizzando per un'azione forte contro lo Stato: a mio parere Roma ha un unico obiettivo, quello di commissariare i nostri comuni per trovare un mero esecutore delle loro leggi suicide».

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