Inchiesta Atp, il pm chiede il non luogo a procedere

Il presidente Marras e sei consiglieri sono imputati di abuso d’ufficio in concorso Sotto la lente di ingrandimento della Procura la nomina del direttore generale

SASSARI. La Procura ha chiesto il non luogo a procedere nei confronti del presidente dell'Azienda trasporti pubblici di Sassari Leonardo Marras finito sotto inchiesta insieme ai sei componenti del consiglio di amministrazione Angelo Brozzu, Antonio Brozzu, Giovanni Cocco, Giuseppe Farris, Angelo Mura e Salvatore Ruggiu. L'accusa nei loro confronti era concorso in abuso d’ufficio.

Gli avvocati difensori Stefano e Toto Porcu in una delle ultime udienze avevano depositato una memoria scritta e ieri, davanti al giudice dell’udienza preliminare Antonello Spanu, il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha chiesto il non luogo a procedere per gli imputati sostenendo di «condividere gli argomenti della difesa». Il giudice pronuncerà la sentenza il prossimo 26 marzo.

Le accuse del pm si muovevano intorno a due episodi in particolare: il primo riguardava la nomina del direttore generale Roberto Pocci, ritenuta dal magistrato illegittima perché fatta per chiamata diretta e non attraverso un bando pubblico, «in violazione dello statuto aziendale» secondo il pm. A questo proposito la difesa e lo stesso Marras (che era stato sentito dak gup) avevano spiegato che l’articolo 37 dello statuto prevede sì al primo comma che ci sia un concorso pubblico qualora si debba procedere a nuove nomine ma al comma 2, però, è scritto che è valida anche la chiamata diretta quando la persona abbia requisiti particolari in materia e ci sia una condivisione dell’assemblea all’unanimità. Come sarebbe accaduto nel caso di Pocci, rispetto alla cui nomina il collegio dei revisori nulla ebbe da ridire. L’altra questione, invece, si concentra sulla gestione del parcheggio di via Dei Mille. Infatti nel 2007 il presidente e il consiglio di amministrazione avevano deliberato di trasferire la gestione del parcheggio dal Consorzio Atp alla società controllata Atp Servizi. Il pubblico ministero ha ravvisato una serie di irregolarità in questa procedura. Innanzitutto per un’incompatibilità di ruoli: infatti Leonardo Marras, oltre a essere il presidente dell’Azienda Trasporti, è anche l’amministratore unico della società privata Atp Servizi. «L'affidamento del parcheggio – si legge nel capo di imputazione – procura un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Atp servizi». Questo in violazione del regolamento consortile, che stabilisce che gli amministratori di società che operano per conto dell'Atp non possano far parte del consiglio direttivo della stessa Atp. Ma la difesa aveva spiegato che il divieto previsto dallo statuto in questi casi «opera soltanto se le due società sono connesse o concorrenti». E siccome l’Atp si occupa di trasporti e l’Atp Servizi di parcheggi e rimozione mezzi, tra le due aziende non ci sarebbe alcuna concorrenza.

C’era poi da definire la posizione del consigliere Cocco indagato per truffa. Residente a San Teodoro, secondo quanto indicato in una delibera d’assemblea, per l’accusa era invece domiciliato da una parente a Sassari e nonostante ciò durante il suo incarico avrebbe ottenuto rimborsi viaggio. Gli avvocati Stefano e Toto Porcu hanno prodotto la carta di identità che dimostra chiaramente la sua residenza a San Teodoro. Chiesto il non luogo a procedere anche per lui.

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