Allarme pantera, Forestale mobilitata

Il felino sarebbe stato visto da un cacciatore. Trovato del bestiame ucciso, le carcasse all’esame dello Zooprofilattico

SASSARI. Il primo avvistamento risale a gennaio quando al termine dell’ultima domenica di caccia grossa qualcuno ha lanciato l’allarme: «Sono sicuro di aver visto una pantera». L’allevatore e cacciatore, a dir poco sbigottito e spaventato, ha raccontato di aver notato il grosso felino nero aggirarsi in mezzo alla vegetazione tra Bultei e Nughedu.

Sono quindi partite le segnalazioni agli organi competenti e, subito dopo, gli accertamenti da parte del corpo forestale. Naturalmente, come è facile comprendere, la notizia almeno in un primo momento è stata accolta con scetticismo. Che una pantera potesse girare indisturbata tra le montagne del Goceano richiedeva più di una conferma. Anche se gli avvistamenti di pantere (e anche di altri felini) sono, comunque, molto numerosi e sparsi un po’ dovunque in Italia.

Dopo qualche giorno sono però arrivate anche le notizie di capi di bestiame trovati morti in alcuni allevamenti della zona – si parla di due mucche e diverse pecore uccise – con segni che ora sono al vaglio del personale dell’istituto zooprofilattico di Sassari. Insieme alle immagini delle orme – non riconducibili ad animali di piccola taglia – che sono state rinvenute sempre nei terreni di Bultei. A quel punto – considerati l’avvistamento riferito da una persona attendibile, il ritrovamento di bestiame ucciso e le orme di grossa dimensione – la forestale ha tracciato l’area in cui il felino sarebbe stato visto e ha attivato tutta una serie di scrupolose verifiche anche con l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche. Nei prossimi giorni si saprà qualcosa in più.

Al momento, infatti, la presenza della pantera – che qualcuno ipotizza possa anche essere scappata da una proprietà privata della zona – non può essere confermata con certezza. Di sicuro, però, c’è stata una grande mobilitazione con squadre di uomini che da settimane stanno perlustrando con attenzione ogni angolo di quei boschi. Mobilitazione che, ovviamente, nei paesi del circondario non è passata inosservata. La zona è quella di confine tra Bultei e Nughedu dove da un po’ di tempo, bisogna dirlo, vengono registrate aggressioni frequenti al bestiame da parte di martore e branchi di cani randagi. Ecco perché la cautela è d’obbligo e non è neppure opportuno creare allarmismi. Almeno finché non arriverà il responso dei laboratori dell’istituto zooprofilattico di via Duca degli Abruzzi. Forse tra domani e dopodomani i tecnici termineranno le comparazioni delle orme e le analisi sui capi uccisi.

Sono accertamenti fondamentali. Gli esperti dicono che i grandi mammiferi sono gli animali più discreti e per questo scoprire la loro presenza richiede molta pazienza e fortuna, dato che fuggono al primo rumore. Le tracce che possono essere trovate sono molto spesso le loro orme, gli escrementi e a volte anche qualche resto di pelo su rami e tronchi di alberi. L’impronta viene solitamente lasciata nel fango e sulla neve e dalla sua forma si può capire di che animale si tratta: ci sono quelli che appoggiano tutta la pianta del piede, altri solo le dita e poi ci sono animali specializzati ad appoggiare solo il terzo e quarto dito. Le comparazioni in corso sapranno fornire in questo senso un aiuto importante.

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