Morire secondo coscienza col testamento biologico

Approvata l’istituzione di un registro ufficiale delle ultime volontà dei cittadini Si certificherà la propria scelta su accanimento, donazione organi, cremazione

SASSARI. I sassaresi saranno liberi di morire secondo coscienza. Ieri la commissione ai Problemi sociali di Palazzo Ducale ha deciso di istituire il registro comunale dei testamenti biologici, ossia le dichiarazioni ufficiali con cui ciascun cittadino sceglie e indica come dovrà essere il suo ultimo viaggio sulla terra nel caso dovesse ammalarsi in maniera non più guaribile.

Potrà indicare se dovranno essergli applicate cure palliative o se dovrà essere sottoposto al cosiddetto accanimento terapeutico, se i suoi organi potranno essere donati, se da morto dovrà essere seppellito o cremato. Tutto nel rispetto delle leggi che regolano questo delicato tema, e soprattutto nel rispetto delle volontà della singola persona.

aA decisione della V Commissione comunale è arrivata dopo un discussione molto attenta e dopo che i commissari hanno ascoltato i suggerimenti e la testimonianza dell’Associazione Franco Mura Onlus, attiva da tempo a sostegno delle cure palliative e della terapia del dolore. Ieri, su proposta della presidente della Commissione, la consigliera Pd, Carla Fundoni, i commissari hanno deciso all’unanimità di dare il via ufficialmente al percorso burocratico che porterà alla creazione di un regolamento ad hoc e quindi all’istituzione vera e propria del registro.

Non solo. L’idea avanzata dalla presidente, e condivisa da tutti, è quella di fare del Comune di Sassari l’ente capofila nel promuovere in tutta la Sardegna iniziative simili e nel sollecitare, con l’Anci e la Regione, il Governo nazionale affinché il Parlamento legiferi prima possibile per regolare un ambito che, a oggi, risente di un inspiegabile vuoto normativo. D’accordo con la Commissione anche gli assessori Luigi Polano (Politiche per l’innovazione e Punto città) e Maria Grazia Manca (Politiche sociali), che hanno riferito di avere già avuto dei colloqui con l’associazione Franco Mura onlus e di appoggiare completamente sia l’iniziativa di istituire il registro dei testamenti biologici, sia la raccolta di firme della onlus per sollecitare le istituzione ad applicare la legge 38 del 15 marzo 2010 che sancisce il diritto dei pazienti alle cure palliative.

«Purtroppo si tratta di un diritto che oggi è negato alla maggior parte dei cittadini sardi, perché in gran parte dei territori dell’Isola non esistono strutture dedicate (gli hospice), e le Asl non sono in grado di assicurare questo genere di assistenza a tutti i pazienti che ne avrebbero necessità e, appunto, diritto», ha spiegato Enrico Mura, presidente della Franco Mura onlus.

Per quanto riguarda l’istituzione del registro dei testamenti biologici, il Comune ora nominerà una commissione di esperti per redigere il regolamento, dando tra l’altro corso a un ordine del giorno del Consiglio comunale, presentato nella scorsa legislatura dal consigliere Pd Gianpaolo Mameli (presente ieri in Commissione come rappresentante dell’associazione Franco Mura e grande sostenitore dell’iniziativa durante tutto il corso dello scorso mandato, e anche di questo anche se esternamente al Comune) e approvato il 23 dicembre 2013.

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