Palazzo Ducale, 29 milioni di mutui bancari

L’esposizione con le banche pesa sui conti comunali e si aggiungono i tagli statali per 8 milioni

SASSARI. I conti del Comune di Sassari sono in ordine ma non sorridono. Non con 29 milioni di mutui da restituire alle banche (Cassa depositi e prestiti e Dexia) e 8 milioni di euro in meno in bilancio a causa dei tagli dei trasferimenti statali e delle nuove norme nazionali sulla contabilità.

Un quadro finanziario descritto ieri alla seconda Commissione comunale dall’assessora Amalia Cherchi e dal dirigente del settore Bilancio, Roberto Campus, che non lascia spazio per molte manovre alla Giunta del sindaco Sanna.

«La scelta dell’esecutivo è quella di non accendere più mutui», ha spiegato l’assessora, «inciderebbero troppo sul Patto di stabilità comprimendo ancora di più l’attività del Comune».

Al momento Palazzo Ducale sta restituendo agli istituti di credito ben 29 milioni di euro, con tanto di interessi a tassi dal 3,4 al 6,5 per cento:

«Ogni anno paghiamo circa 1 milione di interessi. Siamo largamente al di sotto della soglia di 13 milioni annui che il Comune di Sassari sarebbe autorizzato a pagare, ma è comunque una cifra importante, per un bilancio che si aggira intorno ai 135 milioni di euro di spese correnti», ha precisato il dirigente.

La scelta di abbandonare la strada dei mutui bancari per finanziare progetti e attività del Comune non è nuovissima, tanto che l’ultimo mutuo acceso dall’amministrazione comunale risale al 2011 ed è servito per coprire i costi di manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi.

«Si tratta di mutui che sono stati accesi spesso per accelerare i tempi di esecuzione di opere pubbliche urgenti, ma è una soluzione che in questo momento non è più percorribile», ha spiegato ancora Amalia Cherchi.

I tempi di vacche magrissime, con il patto di stabilità che tiene in ostaggio i bilanci municipali e con i progressivi tagli dei trasferimenti statali e regionali, hanno suggerito al Comune di non avventurarsi in operazioni finanziarie che esporrebbero Palazzo Ducale con le banche.

«Quest’anno i trasferimenti erariali statali sono stati tagliati di circa 5 milioni di euro rispetto a un anno fa», ha detto l’assessora, «mentre quelli regionali dovrebbero essere diminuiti di circa 300 mila euro».

Cifre elencate al condizionale, perché il bilancio di previsione 2015 del Comune di Sassari non è ancora chiuso (c’è tempo fino a tutto maggio), e potrebbero esserci variazioni dell’ultimo minuto.

«Sappiamo di sicuro che dovremo fare a meno di altri 2,5 milioni di euro», soldi che per effetto delle nuove norme sulla contabilità, finiranno congelati nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, un fondo che già esisteva ma che da quest’anno, per legge, dovrà essere garantito con versamenti molto più consistenti.

«Per far tornare i conti e salvare i servizi erogati, specialmente nell’ambito sociale, abbiamo eliminato tutte le spese non indispensabili, senza trascurare e soppesare adeguatamente nemmeno un centesimo».

Ma per far quadrare il bilancio i tagli sono necessari: «Purtroppo abbiamo dovuto sacrificare un tantino la cultura, ma si tratta di una rinuncia momentanea, l’assessorato competente è al lavoro da subito per trovare accordi con la Regione e con altri partener per recuperare altre fonti di finanziamento», ha precisato Cherchi. «Inoltre stiamo cercando di risparmiare ricontrattando i contratti di fornitura di alcuni servizi come per esempio quello per la pulizia dei locali comunali. È un contratto da 5 milioni di euro tre anni su cui possiamo risparmiare, sempre facendo in modo che il regime occupazionale della ditta che svolge il servizio non sia ritoccato».

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