Ebola a Sassari, inchiesta in corso ma ancora nessun indagato

Il tribunale di Sassari

Dalla Procura saranno richiesti i documenti che la Asl 1 ha raccolto per l’indagine interna. Intanto l'infermiere ricoverato allo Spallanzani ha di nuovo la febbre

SASSARI. Resta ancora vuoto il registro degli indagati nell'inchiesta sul caso Ebola, aperta nei giorni scorsi dalla procura della Repubblica di Sassari. Il procuratore Paolo Piras, reggente in attesa del nuovo capo, ha avviato un'indagine che dovrà far luce su eventuali responsabilità e carenze nella gestione del trattamento e del trasferimento dell’infermiere sassarese di 37 anni che, dopo aver contratto il virus in Sierra Leone, dove lavorava come volontario, è stato ricoverato prima a Sassari e poi a Roma.

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L’inchiesta è ancora ai primi passi e avrà tempi probabilmente lunghi. Dalla procura saranno quasi certamente richiesti i documenti che la Asl sassarese ha raccolto per l’indagine interna. Le indagini dovranno quindi verificare se il protocollo ministeriale previsto per il contagio da Ebola sia stato seguito a dovere o se in qualche passaggio, dall’arrivo del malato a Sassari via Roma, nella cura dei campioni di sangue o nel suo trasferimento allo Spallanzani si siano verificate inadempienze.Per la complessità della ricostruzione, quindi, i tempi potrebbero allungarsi.

Nel frattempo, l'ultimo bollettino quotidiano dell'istituto Spallanzani di Roma dice che l'infermiere colpito dall'Ebola ha di nuovo la febbre. Il paziente, rendono noto i medici, «da ieri presenta sintomatologia febbrile», ma «rimane vigile, collaborante e con parametri vitali nella norma». Inoltre, «si alimenta autonomamente ed assume terapia reidratante per via orale». La prognosi, precisano i sanitari, «resta riservata».

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