A Porto Torres workshop sulla coltivazione del cardo

Un campo di cardi a porto Torres

Cento esperti riuniti per discutere sull'impiego dell'agricoltura nell'industria chimica. Una partnership tra Novamont e Coldiretti

PORTO TORRES. «Industria, agricoltura, ricerca e istituzioni insieme per un progetto di bioraffineria integrata nel territorio, per la produzione di bioplastiche, biochemicals e proteine per l'alimentazione animale a partire da aridocolture, attraverso nuove tecnologie e il recupero di siti non più competitivi».

Così Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e Matrìca, descrive Porto Torres agli oltre 100 esperti provenienti da diversi Paesi europei per un workshop sulla promozione della cooperazione tra agricoltura e industria per l'approvvigionamento di materie prime da fonti rinnovabili. La partnership tra Novamont e Coldiretti per la coltura del cardo è stata scelta dalla direzione generale Agricoltura della Commissione europea come caso di studio concreto di filiera innovativa.

«Il coinvolgimento dei territori e dei produttori agricoli locali è la chiave di volta per lo sviluppo di filiere compatibili con l'ambiente» ha ribadito Catia Bastioli. «La Sardegna non può perdere l'opportunità di chiudere la filiera» ha affermato Battista Cualbu, presidente di Coldiretti regionale. «Il progetto di Matrìca è una grande opportunità per Porto Torres, per l'ambiente, per l'occupazione - ha spiegato -. Siamo pronti a proseguire gli esperimenti sulla coltura del cardo, anche per capire se con l'uso di farine proteiche non ogm potremo arrivare alla certificazione delle produzioni sarde, che per noi sarebbe una fatto eccezionale».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes