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Sassari

Scure sui sussidi per le povertà: tagliati 85mila euro

di Barbara
Scure sui sussidi per le povertà: tagliati 85mila euro

La riduzione economica colpirà soprattutto le borse-lavoro L’assessore: «Tante famiglie non riescono a sopravvivere»

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OZIERI. Ancora tagli alle dotazioni ai Comuni per i bandi per la concessione di contributi per il sostegno alle famiglie che versano in situazioni di povertà e disagio: a Ozieri, per esempio, si è passati dalla dotazione di poco più di 207 mila euro dello scorso anno ad appena 122 mila e 600 euro per l’ultimo bando con scadenza il 29 febbraio. Un segno negativo di circa 85 mila euro, che andrà a gravare sulle principali forme di sostegno che i Servizi sociali erogano alle famiglie bisognose: i sussidi diretti, i contributi per le spese essenziali, il servizio civico. Alle tre forme di sostegno saranno destinati rispettivamente 36.802,56 euro per il sussidio diretto, 24.384,65 euro per il sostegno per le spese dei servizi essenziali, 61.488 euro per il servizio civico. Per incrementare quest’ultima forma di intervento, che è quella considerata la più efficace poiché lega il sostegno economico alle prestazioni lavorative, saranno utilizzati anche fondi comunali pari a 10 mila euro circa. Una goccia nel mare, comunque, se si considera che lo scorso anno per il servizio civico si aveva a disposizione una dotazione di 115.473 euro (più del 55 per cento del totale dello stanziamento) che consentì di finanziare 38 borse lavoro da 350 euro al mese. Un piccolo aiuto per le famiglie bisognose, e della durata di appena sei mesi, che quest’anno sarà ulteriormente sottodimensionata. Un grave colpo al cuore della comunità, e una sconfitta per tutto il sistema dei Servizi sociali che cerca invano di sopperire al disagio economico di tante famiglie già piegate dalla crisi economica e dalla disoccupazione. E a Ozieri, come ovunque purtroppo, sono tante le famiglie costrette a ricorrere a queste forme di sostegno: lo scorso anno furono 367 le domande presentate, con 192 beneficiari, a fronte delle ben 576, con 273 beneficiari, dell’anno precedente, nel quale però non esistevano altri sussidi introdotti successivamente (e non cumulabili). Numeri sui quali non si riesce a predisporre una programmazione di lungo periodo, che resta legata all’altalena degli stanziamenti regionali - sempre più in calo, inesorabilmente. «Anche quest’anno avremo grandi difficoltà a ripartire i fondi - dice l’assessore comunale ai Servizi sociali Gigi Sarobba - e a farne le spese saranno soprattutto i beneficiari del servizio civico. Nel frattempo la crisi prosegue e sempre più famiglie sono in difficoltà, non hanno lavoro e quindi non riescono a fare fronte nemmeno alle spese essenziali come i costi dell’energia, ai quali sicuramente i grandi gestori non vengono incontro rifiutando le rateizzazioni e staccando direttamente le forniture, e addirittura il sostentamento quotidiano. Una situazione di gravissima emergenza per la quale i Comuni possono fare poco e niente, viste le ridottissime risorse a disposizione». Le domande per l’accesso ai contributi per le famiglie in situazioni di povertà e disagio scadono il 29 febbraio e solo dopo l’esame delle domande si potrà avere contezza dell’entità dell’emergenza, ma lo scenario è più che fosco.

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