L’assemblea chiude il contatore dell’acqua ma la delibera non vale

Il condominio presso cui ho l’abitazione estiva ha deliberato il distacco dell’acqua da gennaio a marzo al fine di contenere i costi di servizio. Stando fuori non ho partecipato all’assemblea e non...

Il condominio presso cui ho l’abitazione estiva ha deliberato il distacco dell’acqua da gennaio a marzo al fine di contenere i costi di servizio. Stando fuori non ho partecipato all’assemblea e non ho ricevuto alcuna convocazione, ma i soliti noti hanno espresso voto favorevole. Posso fare qualche reclamo?

La delibera assembleare, come indicata, fa acqua da tutte le parti. Dagli elementi forniti appaiono almeno due profili di invalidità: la mancata convocazione e l’illiceità dell’oggetto della delibera. L’articolo 1136 cod. civ. impone l’obbligo di invitare tutti i condomini alle riunioni assembleari al fine di garantire la democraticità della sua costituzione e la vincolatività delle decisioni per tuttii proprietari.

La Cassazione ha affermato che l’amministratore deve assicurare la regolare convocazione dell’assemblea a pena di nullità delle delibere adottate e deve svolgere tutte le indagini necessarie per rintracciare il condomino e comunicargli l’avviso di convocazione così come il presidente dell’assemblea deve verificare che le convocazioni siano state regolarmente esegui Per quanto riguarda l’oggetto della segnalata delibera, il distacco per ben tre mesi dall’impianto idrico, collegato alla fognatura, appare non solo contrario alle regole sanitarie e igieniche ma anche lesivo dei diritti di ciascun proprietario che vedrebbero limitata e, probabilmente, compromessa la propria facoltà di godere e disporre liberamente dell’immobile. L’illiceità della delibera e il vizio di convocazione legittimano il condomino ad instaurare un giudizio, ai sensi dell’art. 1137 cod. civ., per la dichiarazione di nullità e conseguente erogazione annuale del servizio idrico.

Sarà dunque opportuno richiedere copia del verbale di assemblea, ove non fosse stato recapitato, al fine di predisporre l’impugnazione della delibera.

Si rileva, infine, l’opportunità di iniziare il giudizio nel rispetto del termine di trenta giorni previsto dalla legge per le delibere annullabili, fermo restando che il grave vizio della delibera esaminata rappresenta una causa di nullità dichiarabile dal giudice anche dopo lo spirare del termine segnalato, al fine di ristabilire la legalità.(Avv. Giuseppe Bassu)

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