Chi non condivide una decisione deve pagare lo stesso

Gentile avvocato Bassu, qualche tempo fa nel mio condominio sono stati fatti lavori di ristrutturazione. L’impresa ha nominato un direttore tecnico per il cantiere, il cui compenso è stato separato...

Gentile avvocato Bassu, qualche tempo fa nel mio condominio sono stati fatti lavori di ristrutturazione. L’impresa ha nominato un direttore tecnico per il cantiere, il cui compenso è stato separato dal preventivo per i lavori. Nel preventivo si faceva riferimento alla direzione dei lavori, che infatti non abbiamo pagato (o meglio, era compresa nell’importo pattuito) ma non al direttore tecnico. All’ultima assemblea si è deciso, a maggioranza, di giungere ad un accordo con questo geometra anziché difenderci per le vie legali. Io ero contrario e l’ho fatto mettere a verbale. È valida questa decisione o il mio voto contrario può bloccarla?

Il principio di democraticità, che informa buona parte delle decisioni condominiali, trova applicazione anche nel caso di transazione ossia di accordo diretto a prevenire o dirimere una controversia. L’articolo 1136 co.4 cod. civ., infatti, sottopone al criterio della maggioranza l’adozione delle delibere relative alle liti attive e passive che non riguardino diritti indisponibili inerenti le parti comuni dell’edificio. L’assemblea ha il potere di scegliere se avviare o meno un’azione giudiziaria oppure resistere a quella intrapresa da un terzo, affidando l’incarico ad un legale. La Cassazione ha recentemente affermato che nell’ambito dei poteri dell’assemblea su eventuali liti deve essere ricompresa anche l’opportunità di transigere, ossia di raggiungere un accordo con chi avanza pretese nei confronti del condominio in ordine ai diritti contesi.

Nel caso rappresentato, l’accordo bonario, tra condominio e direttore tecnico del cantiere, non ricade sul riconoscimento di diritti su cose comuni bensì su un semplice rapporto di credito vantato dal geometra. Ebbene, trattandosi di un diritto disponibile da parte del condominio, la delibera per la transazione della vertenza parrebbe valida anche se adottata a maggioranza e col voto contrario di un condomino. Il condomino dissenziente non può sottrarsi dal rispettare il contenuto della delibera che vincola tutti i condomini, anche se abbiano manifestato voto contrario. In assenza di ulteriori motivi e presupponendo la regolarità della convocazione e dei millesimi non parrebbe giuridicamente fondata un’eventuale impugnazione della delibera assembleare.(Avv. Giuseppe Bassu)

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