I Riformatori: «Che fine ha fatto il parcheggio dell’Auditorium?»

Solinas e Saba: «Da quattro anni il multipiano attende di essere aperto ma mancano gli ingressi Il Comune non ha le idee chiare su cosa fare. E allora riavvii le procedure di esproprio in via Piave»

SASSARI. «Che fine ha fatto il parcheggio dell’Auditorium comunale?». Se lo chiedono non solo i sassaresi frequentatori del nuovo teatro, sempre alla caccia disperata di un posteggio prima degli spettacoli, ma anche i Riformatori Sardi. In una nota, i coordinatori territoriale, Michele Solinas, e cittadino, Michele Saba, contestano all’amministrazione Sanna i ritardi nell’apertura al pubblico di un servizio sempre più indispensabile per evitare il congestionamento del quartiere di Cappuccini in occasone delle manifestazioni teatrali. E dicono: «La giunta ha idea su cosa fare per risolvere il problema degli ingressi al silos? Sembra proprio di no. Per quanto ci riguarda siamo convinti che ora ci siano gli strumenti legislativi per ottenere l’esproprio del terreno, di proprietà privata, per realizzare un ingresso da via Piave al parcheggio multipiano. Si facciano delle scelte». Un esproprio contro il quale i condomini del palazzo avevano fatto a suo tempo ricorso vincendolo.

Annunci e ritardi. Lunga è stata la realizzazione dell’Auditorium, inaugurato dopo oltre vent’anni di lavori, tanto denaro speso e un incendio che lo aveva devastato. E altrettanto lunga si sta presentando la questione del silos, quattro piani per 430 posti auto che oltre che a servizio del teatro sarebbero a disposizione anche del quartiere, sempre più intasato dalle auto dopo la creazione della Ztl al centro storico. «Eppure l’allora assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Demontis aveva assicurato che l’opera sarebbe stata consegnata alla fine del secondo mandato del sindaco Gianfranco Ganau – dicono i Riformatori – e l’anno scorso, ad aprile, l’attuale assessore Ottavio Sanna aveva dichiarato che a settembre l’impresa a cui erano stati affidati i lavori avrebbe ultimato la costruzione». Invece siamo nel 2016 e ancora il parcheggio resta chiuso da un cancello.

Gli ingressi. La struttura al momento può contare solo sull'ingresso di viale Mameli, che funge anche da uscita. «Resta molto poco chiaro cosa s'intenda fare o cosa si voglia fare per creare un’entrata e una uscita della struttura, visto che i residenti di via Piave hanno, in tempi non sospetti, vinto un oramai famoso ricorso al Tar per impedire che la loro area privata venisse utilizzata in tal senso», affermano Michele Solinas e Michele Saba. Gli inquilini, non a torto, erano spaventata dall’idea di quel fiume di auto sotto le loro finestre. Per realizzare l’ingresso da via Piave, però, gli ostacoli non mancano: prima di tutto ci sarebbe bisogno di abbattere un grande blocco di tufo per allargare l’accesso.

L’esproprio. La soluzione, però, per i Riformatori ci sarebbe. «Il condominio di via Piave aveva vinto nel 2001 il ricorso al Tar perché all'epoca dei fatti non era previsto l'avvio del procedimento di espropio in questa situazione. Quindi i condomini l’hanno spuntata per “una questione pregiudiziale”. Ma le leggi sono cambiate e «ora la procedura di esproprio si potrebbe tranquillamente fare. E allora per quale motivo il Comune non mai fatto il riavvio del procedimento?»,

I costi. «Vorremmo proprio che gli amministratori comunali facciano sapere ai cittadini quale sarà il destino di un'opera la cui realizzazione è oramai in corso da troppo tempo e che sarebbe senz'altro molto utile per migliorare la viabilità», affermano i due dirigenti dei Riformatori Sardi. Inoltre non è secondario il fatto che per realizzare la struttura sono state spese cifre consistenti: un milione di euro il primo finanziamento, a cui se ne è aggiunto un altro, secondo Solinas e Casula , stanziato dalla Regione per dare la svolta finale al progetto. «Soldi impiegati senza però dare, fino ad ora, alcun frutto», chiosa Michele Solinas.

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