Romangia Servizi, protestano i sindacati

Cgil e Ugl contro la decisione del Comune di Sorso di riassumere soltanto due ex Lsu su venticinque

SORSO. I sindacati della Romangia Servizi contestano la graduatoria per le riassunzioni degli ex dipendenti. La società multiservizi, partecipata al cento per cento dal Comune di Sorso e nata per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, nei giorni scorsi ha richiamato a lavoro sei operai suscitando malumori tra chi è rimasto a casa.

«Con una scelta a dir poco discutibile per tempi, modi e trasparenza - si legge in una nota del dirigente provinciale dell’Ugl, Antonio Sechi, e dell’Rsa Cgil, Antonio Piana - l'amministrazione comunale ha dimostrato ancora una volta di riuscire a scontentare un po’ tutti, scegliendo, non si sa come, sei lavoratori di cui solo due sono ex Lsu (su venticinque totali)». Secondo Sechi e Piana, la causa di tutto è da ricercare nella «perdita dei finanziamenti regionali che il sindaco Giuseppe Morghen non è riuscito a far pervenire alla sua società».

A parere dei sindacati, la graduatoria delle persone richiamate a lavoro è stata poco trasparente se non addirittura illegittima. «A questi lavoratori - continuano i sindacalisti - verrà applicato un contratto di sole venti ore settimanali fino al 31 dicembre. È chiaro che noi siamo soddisfatti della ripartenza della Romangia Servizi, quello che contestiamo all’amministratore unico della società e al primo cittadino di Sorso è di non aver rispettato i criteri stabiliti dalla legge 223/91». Cioè le norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, avviamento al lavoro ed altre disposizioni che riguardano il mercato del lavoro.

I lavoratori ricordano al primo cittadino le promesse elettorali che prevedevano la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. «Trasparenza vorrebbe - continua il comunicato - che si capissero e fossero pubblici i criteri di scelta dei lavoratori da richiamare. Dopo aver lavorato vent’anni gratuitamente per varie amministrazioni questo è il ben servito dato dal Comune ai propri lavoratori. Ricordiamo inoltre le parole ripetute prima delle elezioni secondo le quali nessuno sarebbe stato mandato a casa».

Il caso Romangia Servizi tornerà all'attenzione dell'assemblea civica con un'interpellanza presentata dal consigliere comunale Michele Cossu, che chiede al sindaco di conoscere «i criteri utilizzati dalla società per l'assunzione degli operai» e se ci siano stati o meno incontri le organizzazioni sindacali per poter discutere delle modalità e della graduatoria sulla scelta del personale.

Inoltre, il consigliere chiede di sapere come e quando l'ex presidente del Cda della società, Domenico Cuccurreddu, sia diventato amministratore unico. (s.s.)

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