Nuovi criteri, ora Chilivani è tra i migliori ippodromi italiani

Scongiurato il declassamento, il Meloni supera addirittura San Siro e Capannelle. Vengono premiati il numero di partenti e il numero di gare per stagione

OZIERI. Si prospetta un anno roseo per l’ippodromo Meloni di Chilivani e per gli altri ippodromi sardi dopo l’abrogazione, avvenuta verso la fine di dicembre, del famigerato decreto Castiglione che “declassava” le strutture isolane insieme con altri ippodromi della Penisola.

Il Ministero delle Politiche Agricole ha ribaltato del tutto la situazione dello scorso anno, cancellando i precedenti criteri di classificazione che premiavano, tra le altre cose, il maggiore “giro d’affari” delle giocate ai totalizzatori e preferendo dare maggiori bonus agli ippodromi che presentano il maggior numero di partenti a ogni gara e che negli anni hanno organizzato il maggior numero di gare.

Ed è il caso proprio del Meloni, la cui media partenti per gara è superiore a quella di molti ippodromi italiani e che, anche grazie all’intervento della Regione che ha finanziato giornate aggiuntive, lo scorso anno ha ospitato quindici turni di corse.

Di «scampato pericolo» e di «situazione completamente ribaltata rispetto allo scorso anno, quando pareva che il Meloni e gli ippodromi sardi fossero destinati alla chiusura definitiva» ha parlato il sindaco Marco Murgia, che lo scorso 27 dicembre ha dato l’annuncio nel corso della seduta del consiglio comunale del ritiro del decreto Castiglione. «Grazie alla riformulazione dei criteri, che ora premiano i partenti e il numero delle gare - ha detto il primo cittadino - siamo passati dalla coda alla testa della classifica degli ippodromi italiani. Dietro di noi ci sono persino strutture come San Siro di Milano e Capannelle di Roma, che oltretutto ha un bilancio in rosso di circa 9 milioni di euro».

Situazione che non tocca minimamente l’ippodromo Meloni, il cui bilancio è stato chiuso in attivo e la cui gestione, affidata a una società partecipata comunale, è rientrata nei parametri di legge: altro elemento emerso nella seduta consiliare di giovedì scorso, nella quale il consiglio è stato chiamato ad approvare l’analisi contabile delle due partecipate.

«Questi nuovi criteri ci assegnano un coefficiente superiore che si tradurrà in maggiori contributi - ha detto il sindaco Murgia - e oltretutto già sappiamo che la Regione sta continuando a investire sull’ippica sarda per cui guardiamo con ottimismo al futuro».

È infatti notizia di metà dicembre che la Regione ha ribadito lo stanziamento di 1 milione e 300 mila euro all’anno per tre anni per l’ippica, e quindi per gli ippodromi, della Sardegna, stabilendo oltretutto un ulteriore finanziamento straordinario di 250 mila euro per l’organizzazione di uno o più grandi eventi nell’ippodromo di Chilivani da organizzare con la collaborazione degli altri due ippodromi sardi di Sassari e Villacidro.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’amministratore unico della società Ippodromo Chilivani Ozieri Srl Nicola Fois, che saluta positivamente la fine di una lunga lotta fatta di proteste, richieste e ricorsi al Tar.

Al momento sono state assegnate al Meloni undici giornate di corse alle quali si aggiungeranno quella finanziate direttamente dalla Regione «ma domani (oggi, ndr.) ne sapremo di più», ha annunciato Nicola Fois.

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