Accordo per Surigheddu e Mamuntanas

Stipulati tra gli allevatori e la Regione i contratti di affitto delle aree periferiche delle tenute agricole

SASSARI. Per decenni sono stati considerati degli occupanti abusivi. I loro appezzamenti sono stati sequestrati e dissequestrati tantissime volte. Per anni sono stati utilizzati come pretesto per non chiudere una partita che potrebbe portare ricchezza e occupazione al territorio. Da ieri sono dei semplici affittuari. Per i prossimi vent’anni, staranno lì con tutti i titoli del caso. È l’happy end che gli allevatori di Surigheddu e Mamuntanas attendevano da tanto. Ieri negli uffici del demanio regionale di Sassari, hanno sottoscritto il contratto che - grazie anche al superlavoro dei loro avvocati e dei tecnici e funzionari della struttura coordinata dal dirigente Giovanni Carta - mette fine a ogni contenzioso. Quello di ieri è stato il sigillo di un percorso portato a termine sul piano burocratico dalla delibera approvata dalla giunta regionale il mese scorso per chiudere definitivamente una partita aperta da quarant’anni. Nei terreni di Surigheddu e Mamuntanas il contenzioso civile tra allevatori “occupanti” e Regione negli anni si è sviluppato tra sequestri, dissequestri, ricorsi e opposizioni. Il tutto mentre negli uffici sassaresi del Demanio regionale andava avanti la trattativa stragiudiziale tra Regione e allevatori: accordo sulle cifre, accordo sulle dimensioni e accordo anche sulla localizzazione degli allevamenti. Aree periferiche che permettono alla Regione di mantenere per sé, in vista della vendita, un terreno omogeneo di un migliaio di ettari. E proprio alla vigilia dell’udienza civile era arrivata la delibera con cui la Regione aveva dato mandato perché si chiudesse la causa civile e dall’altra parte gli allevatori, assistiti in questa lunga vertenza dagli avvocati Danilo Mattana e Alberto Sechi, rinunciano alle azioni di usucapione contro la stessa Regione. L’accordo sta nella concessione in affitto ventennale di trenta ettari – che sono già stati frazionati – a ciascuno dei dodici pastori. Due anni fa la giunta regionale aveva deciso di fare cassa vendendo beni immobili e terreni. Fra questi anche le aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas scatenando la protesta di agricoltori e allevatori che in quelle zone ci lavoravano da decenni. Poi lo scorso marzo la giunta ha autorizzato l’assessorato degli enti locali a procedere alla stesura di un contratto di affitto per venti anni con gli agricoltori e gli allevatori che operano all’interno delle due aziende. (g.m.s.)

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