I bambini scrivono ai ladri della scuola: «Dovete rubare i libri e leggerli»

La lettera affissa all'ingresso della scuola di via Baldedda

Dopo l’ennesimo blitz in un istituto di Sassari lettera aperta degli scolari di via Baldedda ai malviventi: «Ci avete portato via tutto tranne i volumi, quelli vi farebbero bene»

SASSARI. «Cari ladri, siamo i bambini di questa scuola e abbiamo da darvi delle comunicazioni importanti». Immaginate il post-it giallo incollato al frigorifero di casa vostra con l’elenco della spesa o con una comunicazione importante da lasciare bene in vista a un membro della famiglia.

Nella scuola elementare “Castellaccio” di via Baldedda, quartiere di Monte Rosello, ieri mattina è andata più o meno così, quando dopo l’ennesimo furto i piccoli studenti hanno deciso, insieme alle insegnanti, di lasciare un messaggio proprio a chi tra le aule e i corridoi di questo vecchio caseggiato a un piano, a due passi dall’ex caserma della guardia di finanza, ormai si muove come se fosse casa sua.

Da queste parti le visite notturne dei ladri sono diventate infatti così frequenti che insegnanti, genitori e bambini hanno addirittura perso il conto dei furti messi a segno nell’ultimo anno.

Nessuna telecamera, una porta a vetri che si apre quasi con lo sguardo, entrare nel plesso di via Baldedda per i malviventi è diventata ormai quasi come una visita di cortesi da fare a una vecchia zia. Un passaggio obbligato – con annessa razzia – che dall’inizio di quest’anno scolastico i ladri affezionati alla scuola “Castellaccio” avranno già fatto almeno cinque volte.

Ieri dopo l’ennesima sorpresa mattutina e l’ennesima visita della polizia – arrivata in via Baldedda per rilevare le impronte – i bambini hanno deciso di rivolgersi direttamente ai ladri. Per loro hanno preso un cartoncino bianco e un pennarello e buttato giù un messaggio in modo confidenziale, ma diretto. «Le maestre hanno fatto togliere le macchinette del caffè, non troverete più spiccioli» hanno scritto i bambini al punto 1) del cartellone affisso all’ingresso della scuola indirizzato ai “Cari ladri”.

«Non è rimasto più niente da rubare da nessuna parte – hanno aggiunto i bambini al punto 2) – avete portato via anche i vecchi radioni che usavamo per cantare e fare inglese». Poi il terzo e ultimo punto, con un invito che è quasi una lezione di vita o un consiglio paterno per i malviventi, di quelli che aiutano a crescere e che in famiglia non dovrebbero mai mancare. «Se proprio volete entrare di nuovo e rischiare la prigione – si sono raccomandati pacatamente i piccoli studenti – almeno prendete i libri, quelli sono rimasti e siamo sicuri che vi farebbero bene. Grazie».

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