Un arazzo sull’inutilità della guerra

L’opera sarà esposta alla Farnesina e nei musei internazionali

NULE. Un arazzo di Nule per dire No alle guerre. Questo il progetto che presto vedrà la luce grazie all’intuizione dell’artista Sarah Revoltella. Le sapienti mani delle tessitrici di Nule si sono già messe all’opera per realizzare un tappeto per il progetto “Stelle e conflitti” che indaga la corrispondenza tra il sistema dei buchi neri e la presenza dei teatri di guerra attualmente in atto. L’intento che si pone l’artista è quello di rispondere a molteplici esigenze proprie dell’ artigianato tessile sardo. La messa in opera del comparto contribuirà a rilanciare il settore artigianale della Sardegna che nel panorama mondiale costituisce un patrimonio di inestimabile valore tecnico e culturale. Infatti, una volta terminato, l’arazzo sarà esposto alla Farnesina e presso importanti musei che consentiranno al comune di Nule di essere promosso al livello nazionale e internazionale. «Il nostro intento – ha detto il sindaco di Nule Giuseppe Mellino – è quello di porre il nostro prodotto principe, il tappeto, sotto una luce diversa dal mero scambio economico e che possa dire no alla violenza e alle guerre». L’artista parte dalla mappa realizzata dal satellite della Nasa “Swallow” che ha analizzato il cielo innumerevoli volte. Il risultato è quello che si vede con i rilevatori di raggi x. Da questo esame sono state evidenziate le cosiddette Agn (nuclei galattici attivi) rappresentate dai pallini verde scuro e blu (varie tipologie di oggetti che ospitano al loro interno un buco nero) e rossi, che sono le stelle binarie. Sovrapponendo la mappa della Nasa si nota che una notevole percentuale di buchi neri coincide con i paesi in guerra. Partendo da queste riflessioni l’artista vuole indagare la possibile coincidenza geografica tra la presenza di buchi neri/stelle binarie e i territori di guerra che sembrano affratellati dalla stessa genesi. «In quest’ottica la possibilità di avviare una riflessione tra l’essenza dei buchi neri, dove tutto viene attratto per scomparire in un territorio dove regna la non-vita, può stimolare una riflessione – come si legge nel suo progetto – sull’assoluta inutilità di avviare nuovi conflitti “risolutivi” che apparirebbero a tutti gli effetti come nuovi buchi neri fini a se stessi».

Sarah Revoltella, che collabora con la Fondazione Pistoletto di cui è ambasciatrice, porta avanti una ricerca sull’indotto economico generato dall'arte, come motore economico alternativo a quello del mercato della guerra. La produzione non si pone infatti come un episodio isolato e fine a se stesso, ma vuole inaugurare anche momenti dialogo e confronto nelle sedi coinvolte, con l’avvio di workshop dedicati.

Elena Corveddu

WsStaticBoxes WsStaticBoxes