Elezioni regionali, partiti prudenti e fiduciosi: «Vittoria ancora in gioco»

Dopo il sondaggio della Nuova Sardegna, anche i candidati non si sbilanciano: è solo l’inizio della campagna elettorale

SASSARI. Nessun vincitore. Il primo terremoto della campagna elettorale è arrivato dal sondaggio della Swg commissionato dalla Nuova Sardegna. Candidati presidente e partiti leggono il futuro tra le colonne del giornale e pensano a come incrementare il bottino di voti. Nessuno si dichiara soddisfatto. Ma è quasi scontato. Christian Solinas è davanti, però in calo. Massimo Zedda va bene, ma resta dietro, con liste ancora gracili. Francesco Desogus scopre di avere perso la metà del tesoretto a 5 Stelle messo insieme alle Politiche del 2018.

Le reazioni. Nulla è lasciato al caso. La tattica già da tempo ha preso il posto dell’oggettività. La maggior parte dei candidati governatore sceglie il silenzio. Massimo Zedda preferisce non commentare. Anche il candidato di Sardi Liberi, Mauro Pili, mantiene un profilo basso. Desogus aveva annunciato il suo silenzio dal giorno prima con un post su Facebook. Il candidato del Partito dei Sardi, Paolo Maninchedda contesta il metodo usato nel sondaggio dalla Swg. Chi parla resta molto cauto. «I veri sondaggi li facciamo tra la gente e il vero distacco, abissale è quello che c’è tra i sardi e Massimo Zedda, candidato del Pd e paravento del vecchio centrosinistra – dice Christian Solinas –. Il centrosinistra è una coalizione in continuità con la fallimentare e dannosa giunta Pigliaru, che agli elettori ripropone anche l’assessore alla Sanità, Arru e all’Agricoltura, Caria». Vindice Lecis, che quando è stato fatto il sondaggio, dal 21 al 24 gennaio, era sceso in campo da appena quattro giorni, si gode il risultato. Suo e della lista che lo sostiene. «Il nostro dato è molto positivo – dice –. Dopo soli nove giorni dalla mia candidatura e dall’annuncio della presenza di Sinistra Sarda, il sondaggio Swg pubblicato dalla Nuova Sardegna mi accredita di una forchetta sino al 2 per cento e la lista viene data a uno straordinario 4.1 per cento. Il progetto di Sinistra Sarda è vincente, l’adesione cresce di giorno in giorno. Andiamo avanti con modestia e impegno per una svolta a sinistra forte e netta. I voti li conteremo il 25 febbraio. Al lavoro». Andrea Murgia, il candidato di Autodeterminatzione, su Facebook commenta il sondaggio che dice di non aver visto. «La battaglia sul voto utile si apre col sondaggio della Nuova. Non li ho mai guardati e non li guarderò». E aggiunge. «Girando la Sardegna registro un sentimento positivo e un entusiasmo che va oltre le nostre attese. Siamo una forza che propone e disegna un progetto discontinuo e alternativo allo sfascio in cui hanno relegato l’isola». Anche Desogus affida a Facebook il suo silenzio preventivo. «Fino al 24 febbraio continuerò a non commentare, né prendere troppo sul serio i tanti sondaggi. Senza esaltarmi e senza deprimermi. Nulla può distrarci dal battere la Sardegna palmo a palmo».

I partiti. Segretari ed esponenti di spicco dei partiti scelgono la diplomazia. Pattinano su numeri e concetti, perché il bicchiere deve sempre essere mezzo pieno. Il segretario del Pd Emanuele Cani è fiducioso. «La scelta di Zedda dimostra di essere vincente – dice Cani –. La continua crescita della coalizione che lo sostiene e del candidato presidente è incoraggiante. Queste settimane di campagna elettorale ci daranno un’ulteriore spinta. L’impresa che all’inizio sembrava impossibile potrebbe diventare un obiettivo raggiungibile». Il presidente del Psd’Az Antonio Moro non si sbilancia. Anche se i dati danno Solinas davanti a tutti. «Il sondaggio vero è quello che facciamo ogni giorno incontrando i sardi – dichiara Moro –. Col procedere della campagna elettorale emergerà con chiarezza un distacco più ampio che porterà il presidente del centrodestra a superare il 40%. Veniamo da 20 anni in cui a indicare il presidente del centrodestra non erano i sardisti. Il tratto di Christian è differente. È un tratto sardista. E in questi giorni diventerà evidente. Credo che le indicazioni su coalizioni e presidente diano un trend, ma è molto difficile avere un indicazione precisa. Il Psd’Az secondo me è più su. E voglio ricordare che il sondaggio è stato fatto appena presentate le liste. La campagna cambierà molto». Cauto ma soddisfatto Maurizio Sirca, coordinatore regionale di Italia in Comune, uno dei padri della lista Sardegna in Comune a sostegno dei Progressisti. «Il gap tra Zedda e Solinas ce lo aspettavamo, ma il bello è che si è ridotto. È la dimostrazione che il percorso inclusivo dà i suoi frutti. Abbiamo aperto a tutte le forze, coltivato una nuova speranza nella prateria civica che questo centrosinistra ha il dovere di potenziare e tutelare per la sua ricostruzione. La nostra lista? Davanti ai sondaggi tendo sempre a minimizzare, ma mi fa piacere che questo laboratorio politico che dà spazio alle voci civiche venga premiato».
 

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