La richiesta del pm: 6 anni al confidente del poliziotto

Inchiesta sugli agenti corrotti, la procura sollecita 4 condanne e 4 rinvii a giudizio L’indagine della Mobile aveva avuto un effetto tsunami nella sezione Volanti  

SASSARI. Quattro richieste di condanna, la più alta a sei anni di carcere, e quattro richieste di rinvio a giudizio che vanno ad aggiungersi alle tre richieste di patteggiamento. Stanno prendendo strade diverse gli undici indagati dell’inchiesta che nel 2016 aveva avuto l’effetto di uno tsunami nella sezione Volanti della questura di Sassari.

Ieri mattina il pubblico ministero Giovanni Porcheddu ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare Carmela Rita Serra di condannare a sei anni di carcere Lorenzo Fiori, ritenuto dall’accusa «il confidente d’eccellenza» del poliziotto Gianluca Serra e a quattro anni e otto mesi di carcere Marco Sanna per tentata rapina e lesioni gravi ai danni di un portapizze. Il pm ha chiesto inoltre due condanne a otto mesi ciascuna per falso ideologico per i due assistenti capo della squadra volante Arianna Cossu Rocca e Angelo Marcomini. Richieste di rinvio a giudizio invece per gli assistenti capo delle volanti Gianluca Serra e Marco Fenu, per l’ispettore capo Pier Franco Tanca e per Maurizio Allocca.

Lorenzo Carboni (48enne sassarese esperto in pratiche assicurative e amico di Serra) difeso dall’avvocato Gabriele Satta, aveva chiesto di patteggiare 2 anni con la sospensione condizionale della pena. Richieste di pattegiamento anche per Fabrizio Pistidda e Massimiliano Podda. L’indagine era nata da una lunga attività che aveva avuto come protagonisti gli uomini della squadra mobile, coordinati dall’allora dirigente Bibiana Pala, che si erano trovati a dover indagare sui loro stessi colleghi. Diverse le accuse contestate a vario titolo agli imputati, reati che vanno dalla corruzione al favoreggiamento, dal peculato alla falsità ideologica e materiale, dalle false informazioni al pubblico ministero alla rivelazione di segreti inerenti un procedimento penale. E poi quello che l’articolo 642 del codice penale definisce “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”, ossia la truffa all’assicurazione che fece poi scattare la più ampia inchiesta per corruzione. Al centro delle indagini della Procura c’era l’assistente capo delle volanti Gianluca Serra. Intorno a lui avrebbero ruotato figure di spacciatori conosciuti in città: tra questi proprio Lorenzo Fiori, ossia la persona con la quale il poliziotto avrebbe truffato l’assicurazione «falsificando elementi di prova relativi a un sinistro inesistente», scriveva il pm nell’avviso di chiusura delle indagini. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Paolo Spano, Gianluigi Poddighe, Giuseppe Masala, Marco Palmieri, Nicola Satta, Anna Laura Vargiu e Mario Pittalis. Prossima udienza il 21 marzo.

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