Porto Torres, il mare sta “divorando” la torre di Abbacurrente

La struttura costiera realizzata dopo il 1571 risulta sempre più a rischio crollo. L’erosione ha creato una emergenza lungo tutto il litorale

SASSARI. Il mare scava e ogni giorno la torre di Abbacurrente - nel litorale tra Porto Torres e Platamona - perde un pezzo. L’allarme viaggia da anni e finora non sono stati adottati gli interventi di protezione per arginare l’erosione. Basta poco per rendersi conto che la situazione è arrivata al limite e che uno dei simboli che si affacciano sul mare del nord Sardegna rischia di crollare. La lingua di roccia sulla quale poggiano le fondamenta è sempre più sottile e il lavorio delle onde ha svuotato progressivamente la parete rocciosa provocando la caduta di massi. La posizione della torre, che è direttamente esposta al moto ondoso, purtroppo ha aggravato la condizione di rischio. E per questo era stato sollecitato un piano di interventi urgente sul fronte mare con la creazione di una cornice di protezione realizzata con grossi massi e con caratteristiche particolari di resistenza all’azione delle onde.

Le attenzioni di cui ha goduto la torre di Abbacurrente, costruita dopo il 1571 e prima del 1578 - negli ultimi dieci anni - hanno riguardato soprattutto il restauro conservativo della struttura, anche perchè esisteva una situazione di emergenza legata al fatto che diverse parti erano pericolanti e quindi risultavano evidenti i pericoli per i visitatori della struttura. Ora quel lavoro di recupero rischia di rivelarsi inutile perchè la torre può rovesciarsi da un momento all’altro verso il mare. Persa per sempre.

Comune di Porto Torres e Conservatoria delle Coste, con l’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente si sono occupati negli anni della situazione critica della torre e il problema era stato inserito anche tra le priorità del programma di valorizzazione delle torri costiere della Sardegna.

E ora che ci si trova di fronte a una emergenza vera, è evidente che i tempi di intervento non possono più essere quelli ordinari ma serve una procedura straordinaria che deve tenere conto anche delle altre situazioni di rischio che ci sono lungo tutto il litorale che va da Porto Torres fino a Castelsardo passando per Platamona.

Negli ultimi giorni ci sono stati ulteriori crolli e smottamenti, anche nella parte retrostante la spiaggia della “Farrizza”, perchè il mare ha superato i “limiti” e la situazione è aggravata anche dai problemi causati dalla pioggia.

Sistemare cartelli e transenne non può essere la soluzione delle emergenze, perchè un territorio che vuole vivere di turismo (o soprattutto di quello) non può permettersi il lusso di perdere parti preziose del suo litorale. La parte finale della storia, tra crolli e pericoli, altrimenti sarà un lungo elenco di recinzioni e di aree interdette. Insomma, una grave sconfitta con danni incalcolabili.

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