I Tenores di Tokyo a Bonnanaro cantano a cuncordu

I tenores di Tokyo

Il gruppo diventato famoso su Internet sbarca in Sardegna. A invitarli nel paese del Meilogu è stato il coro Santa Croce

BONNANARO. I Tenores di Tokyo, così come sono stati ribattezzati, sbarcano in Sardegna e fanno tappa a Bonnanaro per studiare il canto sardo e nello specifico quello a cuncordu, tipico della tradizione locale. I giovani giapponesi del "Kodeair R. Choir", cinque donne e due uomini e il loro maestro d’orchestra, hanno cominciato il tour nell’isola approdando a Cagliari e dopo la tappa nel piccolo centro del Meilogu si sposteranno a Bitti, Orgosolo, Orosei e Bosa. Mercoledì 6 marzo alle 21, saranno al Muzak di Cagliari.

A Bonnanaro non era mai accaduto di vedere giapponesi cantare dal vivo testi in lingua sarda, ma è quello che è successo nei giorni scorsi e la piccola comunità è divenuta centro d'incontro tra due culture diverse e lontanissime tra loro. A ospitare i giovani musicisti, che hanno realizzato il loro obiettivo di venire nell’isola per approfondire i canti tipici, è stato il coro della confraternita di Santa Croce di Bonnanaro, che, dopo aver notato un loro video diffuso in rete in cui si esibivano nel canto a tenore e che ha fatto migliaia e migliaia di visualizzazioni, ha deciso di invitarli. Spiega Antonio Mangiardi, componente del coro Santa Croce. «Ho pensato che sarebbe stato interessante ospitarli per fargli conoscere anche il nostro canto a cuncordu. Ho creduto sin da subito che potesse essere un’occasione preziosa. Così ho inviato una mail a uno dei componenti del gruppo, Kotaro William Tokuhisa, invitandoli come ospiti per un giorno qui da noi. La risposta è stata accolta con entusiasmo».

Dal Giappone sono arrivati oltre che Kotaro (contra), cantante che ama scoprire le sonorità di altri paesi , Ai Keiichi (basciu), Toshinao Ruike (giornalista e interprete), e Mitsuhiro Nakamura (fotografo e cameraman) e le due ragazze Mai e Iuri (mesa oghe), che sotto la guida del maestro d’orchestra Taku Sato si sono esibiti con Antonio Mangiardi, Giommarì Chessa, Giovanni Serra, Bachisio Masia, Giuseppe Cau e Michele Carboni.

Il Maestro Sato è rimasto entusiasta del viaggio in Sardegna, ed è stato colpito da Bonnanaro «un piccolo borgo che non è una meta turistica ma dove noi giapponesi arriviamo per primi come turisti». I due cori, pur se provenienti da culture musicali completamente differenti si sono esibiti a turno in brani tipici della loro tradizione e infine hanno cantato insieme, dopo studi e prove, un componimento tipico del canto di Bonnanaro, e cioè “s’ottava”. La performance ha lasciato senza fiato i presenti ed emozionato gli ospiti: «Un’esperienza incredibile e infinitamente preziosa – commenta il maestro Sato –. È stato sorprendente improvvisare un’esibizione fondendo le nostre capacità con quelle del coro Santa Croce». Anche i coristi bonnanaresi hanno manifestato il loro entusiasmo: «Siamo molto felici di aver ospitato questo gruppo e aver ascoltato le loro canzoni. Questo scambio culturale – conclude Mangiardi, dovrebbe essere una lezione per tutti noi, dovrebbe spingerci a valorizzare le nostre ricchezze».

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