Sostanze dopanti ordinate per posta denunciato il titolare di una palestra

SASSARI. Anabolizzanti ordinati per corrispondenza e poi rivenduti agli atleti che frequentavano la sua palestra, nella zona di Castelsardo. La scoperta è stata fatta dai carabinieri del Nas di...

SASSARI. Anabolizzanti ordinati per corrispondenza e poi rivenduti agli atleti che frequentavano la sua palestra, nella zona di Castelsardo. La scoperta è stata fatta dai carabinieri del Nas di Sassari che hanno denunciato il gestore della struttura sportiva per ricettazione di sostanze dopanti, tra cui anche alcune che rientrano nella lista del Dpr 9 ottobre 1990, numero 309 (Testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti) come il nandrolone.

Nell’ambito delle attività pianificate per contrastare il traffico di sostanze dopanti-anabolizzanti, i militari del Nas di Sassari - guidati dal comandante Gavino Soggia - hanno intercettato e sono risaliti al destinatario di un cospicuo quantitativo di sostanze dopanti-anabolizzanti e steroidee che il bodybuilder avrebbe poi venduto ai “clienti” di fiducia nella palestra da lui gestita.

Proprietario e personal trainer di una nota palestra nell’area di Castelsardo, G.B. - con qualche precedente per fatti analoghi risalenti ad alcuni anni fa -, secondo gli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, praticava l’attività illecita servendosi di una ignara agenzia di spedizione per conto del servizio postale.

Il quantitativo di sostanze sequestrato - costituito da oltre mille dosi - avrebbe fruttato diverse migliaia di euro.

Il servizio effettuato dai militari del Nas sassarese è solo il primo di una serie programmati per contrastare un fenomeno molto diffuso. Già in passato c’erano state indagini e sequestri, con arresti e condanne. La preoccupazione è riferita al fatto che sempre più persone - soprattutto giovani - utilizzano sostanze dopanti per gonfiare il fisico e dare maggiore potenza alle prestazioni fisiche. E la maggior parte degli atleti effettua gli acquisti al mercato nero su internet o in palestra. «L’ultimo congresso nazionale della Società italiana di Tossicologia ha lanciato un nuovo allarme che va ad aggiungersi a quelli già diramati negli anni precedenti. Purtroppo c’è la conferma che il fenomeno è in crescita. (g.b.)

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