A Biella una pietra ricorda i 36 caduti di Cossoine in guerra

COSSOINE. C’è anche la pietra di Cossoine, con i suoi 36 caduti, nell’area monumentale di “Nuraghe Chervu”, alle porte di Biella, dedicata alla Brigata Sassari e ai soldati biellesi che persero la...

COSSOINE. C’è anche la pietra di Cossoine, con i suoi 36 caduti, nell’area monumentale di “Nuraghe Chervu”, alle porte di Biella, dedicata alla Brigata Sassari e ai soldati biellesi che persero la vita nella prima guerra mondiale. L’ha donata il Comune, quale gesto di solidarietà e di sostegno all’iniziativa promossa dal circolo culturale “Su Nuraghe” di Biella e dal Comune piemontese, che mira alla realizzazione di una grande piazza fuori Biella con tutti i comuni che hanno avuto perdite nella Grande Guerra.

E nei giorni scorsi, si è tenuta l’inaugurazione della prima parte della piazza, con la presenza di autorità civili e militari, fra cui, il generale della Brigata Sassari Andrea Di Stasio, il prefetto di Biella, il comandante dell’Arma dei carabinieri, il sindaco della città piemontese. E con loro, molti rappresentanti delle istituzioni della Sardegna, fra cui il sindaco di Cossoine Sabrina Sassu, il suo vice Massimiliano Senes, e la consigliera comunale Alice Carboni.

Il programma ha visto, nella giornata del sabato, un concerto della banda della Brigata Sassari nella Basilica di San Sebastiano in Biella, con una grande partecipazione delle famiglie sarde. Domenica poi, è stato inaugurato il lastricato con le centinaia di pietre provenienti dai comuni, ciascuna con inciso il nome della località ed il numero dei caduti. Il progetto rientra nel “Programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale” promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vi hanno aderito diverse centinaia di comuni, molti prevenienti dalla Sardegna. «Ma il nostro sogno – ha detto Battista Saiu, originario di Pozzomaggiore, presidente del Circolo Su Nuraghe di Biella, – è di arrivare ad almeno duemila pietre, estendendo il coinvolgimento dal Biellese e dalla Sardegna a tutta l’Italia».

Mario Bonu

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