Scoperta a Sassari: tre rari tipi di orchidea crescono spontaneamente al rifugio Gesù Bambino

Un gruppo di studenti ed ecologi individua tre gioielli della botanica

SASSARI. Il Rifugio Gesù Bambino di viale Mameli scopre una nuova vocazione, che a quella storica di oasi per l’infanzia che porta avanti da oltre un secolo, aggiunge quella di rifugio per un incredibile varietà di piante e fiori spontanei, che negli spazi verdi della struttura sono riusciti a sopravvivere, o a tornare, inserendosi nel sempre più fitto tessuto urbano del colle dei Cappuccini.

Tutto grazie alla collaborazione del gruppo di ricerca di botanica ed ecologia urbana, coordinato da Emmanuele Farris, professore del dipartimento di Chimica e Farmacia dell’università di Sassari.

E tra le tante specie di leguminose, astreaceee e graminacee scovate dal gruppo di studenti del professor Farris, spiccano tre gioielli, tre specie di orchidee spontanee rare e bellissime. «Si tratta di tre ofridi – racconta Farris – di cui uno endemico della Sardegna e della Corsica. Hanno colonizzato le aiuole adiacenti a viale Mameli, inserendosi nel contesto della flora ornamentale del Rifugio, su un suolo di matrice pietrosa e sabbiosa e un estratto di muschi, una meraviglia in città».

Una delle tante meraviglie scovate dagli studenti dei corsi di laurea in Scienze Naturali e Gestione dell’Ambiente e del Territorio, coordinati da Farris, che da due anni conduce una ricerca sistematica della flora spontanea in città. Ricerca che ha portato a censire più di 300 specie in 56 aree, pubbliche e private.

La presenza delle orchidee al Rifugio rimane comunque un caso unico, e indica da una parte una qualità dell’ambiente urbano che è tutt’altro che pessima, e dall’altro la capacità di resistenza e di resilienza delle specie selvatiche. «Siamo impressionati – spiega Farris –. Le specie si sono perfettamente adattate all’ambiente urbano. E gli adulti hanno fiorito e portato a termine la maturazione dei semi. Quindi non solo i fiori ma anche i loro impollinatori, bombi specifici per ciascuna orchidea, si sono adattati».

«Per noi è un grande risultato – chiude la presidente dell’associazione Rifugio Gesù Bambino, Vannina Piras – che premia la scelta di sostenibilità portata avanti con convinzione e tenacia in questi anni. E quindi niente catering ma cucina interna, con prodotti preferibilmente locali, coinvolgimento attivo dei bambini nella cura dell’orto primaverile, gestione sostenibile del verde, senza uso di fitofarmaci e concimi».

Risultato: un giardino pieno di fiori, ma anche uccelli e farfalle, impreziosito dalle tre nuove “regine”. Parte dei tanti tesori nascosti che il verde, aperto, chiuso, spesso abbandonato, della città nasconde e custodisce. E che va scoperto, tutelato, valorizzato.

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