Il “progetto grifoni” salva due avvoltoi capovaccai

La coppia di rarissimi rapaci è stata avvistata in un carnaio a Porto Conte Ad attirarla l’eccezionale piano di ripopolamento “LIFE Under Griffon Wings”

SASSARI. Sotto le ali dei grifoni, che grazie all’eccezionale progetto LIFE Under Griffon Wings stanno ripopolando i cieli della Sardegna, stanno trovando protezione anche nuove specie. Impreziosendo un’esperienza esaltante che si propone di essere un modello da imitare in Italia e in Europa.

Gli ultimi arrivati nell’Isola sono una coppia di rari avvoltoi capovaccai, che si è stabilita con grande sorpresa e ancor maggiore felicità degli addetti ai lavori di tutta Italia, da due mesi nell’area di Porto Conte. Il fenomeno è assolutamente eccezionale, visto che in tutta Italia ci sono appena una dozzina di coppie in Sicilia, Calabria e Basilicata. Il capovaccaio è la specie maggiormente minacciata tra gli uccelli nidificanti nel nostro paese ed è classificata come endangered nella lista rossa mondiale, a causa del forte declino cui sono andate incontro gran parte delle popolazioni in Europa, Africa e Asia.

A rendere possibile la scoperta il monitoraggio del progetto LIFE Under Griffon Wings che ha pure individuato due coppie nidificanti di grifone (fatto che non si verificava da vent’anni). Il tutto grazie alle foto trappole, collocate nel carnaio allestito di Marina di Lioneddu a Prigionette per l’alimentazione dei grifoni, che hanno registrato costantemente la presenza dei due esemplari di capovaccaio che si spera possano nidificare nell’Isola. A questo sono poi seguite costanti osservazioni visive grazie ai monitoraggi fatti in collaborazione con la LIPU algherese.

«La presenza dei due capovaccai adulti e dei due nidi di grifone è un’ottima notizia - spiegano i responsabili del progetto LIFE Under Griffon Wings - perché dimostra come le misure di tutela adottate per la salvaguardia degli avvoltoi abbiano favorito ricadute positive sull’intera comunità di uccelli necrofagi. Diversi fattori hanno reso attraente la Sardegna per i due capovaccai: l’impegno del Parco Regionale di Porto Conte nel prevenire il disturbo dell’uomo con un’ordinanza specifica; la promozione del nostro Codice etico della fotografia naturalistica adottato da diversi enti; la presenza di fonti alimentari certe grazie ai carnai allestiti, gestiti dall’Agenzia Forestas, ed agli allevatori che hanno aderito alla rete di carnai aziendali, creati dall’Università di Sassari; la mitigazione del rischio di avvelenamento con la creazione di un nucleo cinofilo anti-veleno da parte del Corpo Forestale della Regione Sardegna unitamente al Dipartimento di Medicina Veterinaria, con il supporto della Croce Gialla di Ploaghe».

Non è la prima volta che un capovaccaio viene osservato in Sardegna negli ultimi anni: nel 2018 un’altra fototrappola del progetto LIFE Under Griffon Wings ne aveva immortalato uno in un carnaio aziendale di Bosa. «Con il lancio di questa notizia misureremo quanto le azioni di sensibilizzazione intraprese via social e negli info point del Comune di Bosa e del Parco di Porto Conte abbiano contribuito a rendere la comunità maggiormente consapevole nell’adozione di comportamenti giusti e rispettosi dell’ambiente. Abbiamo realizzato una stazione di osservazione nelle vicinanze del carnaio di Marina di Lioneddu - proseguono i responsabili del progetto - per consentire ai diversi visitatori del parco di osservare la fauna senza produrre un impatto negativo sulle specie animali presenti».

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