Sassari, il gratta e vinci stracciato, i tabaccai: «È contraffatto»

Il caso del biglietto da 300.050 euro diventa un giallo: «Non esiste un’accoppiata di numeri vincenti di quel tipo»

SASSARI. Quel gratta e vinci che potrebbe valere 300.050 euro è autentico oppure è un falso? Quella accoppiata di numeri vincenti (il 20 da 300mila e il 31 da 50 euro) è possibile oppure no?



Molti tabaccai e titolari di ricevitorie hanno sollevato il caso all’indomani dell’incredibile storia pubblicata nelle pagine del nostro giornale. La vicenda risale a qualche giorno fa: una donna acquista un gratta e vinci del tipo “Il Miliardario” in un centro commerciale cittadino. Si allontana, va a prendere un caffè con il nipote e gratta i numeri con una moneta. Convinta di non aver vinto straccia in due il tagliando e mentre lo sta buttando via il giovane che è con lei si rende conto che non è stata cancellata l’ultima fila di numeri. Provvede lui ed ecco la sorpresa: il 20 da trecentomila euro e il 31 da cinquanta euro. Facile immaginare l’euforia. Ma anche la preoccupazione che il biglietto possa non essere considerato valido perché non perfettamente integro. Prima tappa alla Banca d’Italia e poi da Banca Intesa che avrebbe dovuto sbrigare l’iter per il pagamento. Ma qui si ferma tutto: «Il gratta e vinci è danneggiato, non possiamo procedere».

La donna a quel punto si rivolge all’avvocato Antonio Secci che raccoglie un po’ di informazioni, fa eseguire una perizia sul tagliando, c’è la conferma che le due parti sono perfettamente combacianti, il numero di serie fortunatamente è intatto e quindi prepara tutto il necessario per depositare la richiesta alla Lottomatica che darà il responso finale.

Nel frattempo però succede dell’altro. La fotografia del gratta e vinci in questione non ha convinto alcuni tabaccai che hanno sollevato dubbi sulla autenticità del tagliando sostenendo che non sia possibile un’abbinata vincente di quel tipo: «Non esiste una vincita da 300.000 euro e una da 50 euro nel medesimo biglietto – spiegano – Non è prevista e non è mai successo di trovarla». A manifestare il timore che il gratta e vinci sia un falso è anche il titolare della ricevitoria dove sarebbe stato acquistato: «Mi pare proprio si tratti di un biglietto contraffatto – dice – Molto ben contraffatto». Al momento non può sapere se da lui sia stato venduto un tagliando vincente. Lottomatica non ha dato alcuna comunicazione e solo quando, tra due giorni, tutta la documentazione sarà depositata a Roma, il mistero verrà chiarito.

Gli interrogativi sono questi: se il biglietto, come dicono i tabaccai, è un falso significa che la donna è stata truffata? Il titolare della ricevitoria esclude categoricamente che possa esserci una partita di tagliandi contraffatti e, dall’altra parte, l’acquirente – una pensionata sessantenne – dovrebbe essere un genio della contraffazione per realizzare un simile fake. Oltretutto basterebbe davvero poco per smascherarla e a quel punto rischierebbe persino una denuncia.

In attesa della risposta di Lottomatica, cui abbiamo posto il quesito, il giallo rimane. E se fino a due giorni fa il dilemma era: pagheranno un biglietto deteriorato? Ora il dubbio è: quel biglietto è autentico? «Noi abbiamo la coscienza pulita – spiega l’avvocato Secci – e se non ci verrà riconosciuto il premio presenteremo una denuncia in Procura per truffa. Se poi qualcuno sta facendo girare tagliandi contraffatti quello è un problema che dovrà risolvere lo Stato, non certo noi che in quel caso saremmo purtroppo parte lesa».
 

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