In un libro le scoperte di Giuseppe Piras

PORTO TORRES. Una lectio magistralis sulle recenti scoperte legate alla Basilica di San Gavino, Balai vicino, il culto dei Martiri Turritani. Il tutto spiegato in modo semplice ed intuitivo partendo...

PORTO TORRES. Una lectio magistralis sulle recenti scoperte legate alla Basilica di San Gavino, Balai vicino, il culto dei Martiri Turritani. Il tutto spiegato in modo semplice ed intuitivo partendo dalla decifrazione del nome di Zazius, maestro costruttore del portale nel 1492, per proseguire con le firme di Antonio Maria Casabianca e Giacomo Galeazzo in due dipinti ottocenteschi conservati in Basilica e chiudere con le ipotesi sul toponimo “Balagay/Baragai”. C’era il pubblico delle grandi occasioni per la presentazione di “Tituli Picti Et Tituli Scariphati”, di Giuseppe Piras, epigrafista turritano. Non solo un pubblico eccezionale, ma anche figure prestigiose hanno introdotto il lavoro di Piras. A partire da don Mario Tanca, parroco della basilica, che ha voluto sottolineare la pignoleria che caratterizza lo studioso portotorrese, per proseguire con l’arcivescovo di Sassari il quale ha sottolineato l’importanza del lavoro di Giuseppe Piras, il sindaco Sean Wheeler, la presidente del Rotary Club Porto Torres Monica Sanna per chiudere, dopo l’esposizione dell’epigrafista turritano, con l’intervento di Anna Maria Piredda, docente di Agiografia dell’università di Sassari.

Emanuele Fancellu

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