«Meno cavalli ma cresce la qualità»

Gli esperti replicano all’allarme “estinzione” lanciato al convegno di Tergu

SASSARI . Hanno destato grande interesse, e fatto discutere, i dati sul comparto equino in Sardegna, emersi nel corso del convegno su “Turismo a cavallo e sicurezza nelle manifestazioni”, organizzato a Tergu. In particolare, hanno colpito i numeri esposti da Raffaele Cherchi, direttore dei Servizi ippici di Agris Sardegna, con la sua relazione su “La situazione dei cavalli in Sardegna”. Cherchi aveva delineato un quadro assai preoccupante dello stato dell’arte, parlando di un crollo del 65% delle fattrici, della grande diminuzione dei cavalli sardi utilizzati nelle diverse manifestazioni equestri nazionali, della riduzione dell’impegno finanziario della Regione. «Se continua così – aveva concluso Raffaele Cherchi – progressivamente il cavallo sparirà».

Ma non tutti sono d’accordo ed evidenziano settori in cui, al contrario, si è assistito ad una crescita, qualitativa e quantitativa. Lo dice Alessandra Diaz, veterinario ippiatra, responsabile sanitaria del centro di riproduzione “New Fertility Center”, proprietario di cavalli vincenti nel salto ostacoli di alto livello. «E’ vero che il numero dei cavalli è diminuito – dice Diaz – complice anche la crisi economica, in questo, però, può essere una opportunità. Nel settore del salto ostacoli, vi è stata una crescita esponenziale del livello dei cavalli e dei cavalieri nelle gare importanti. Nelle ultime due gare di salto ostacoli erano presenti oltre duecento partenti, ai campionati regionali dell’ultimo fine settimana a Maracalagonis, i binomi in gara erano 230. La scommessa dunque è quella di puntare sulla qualità, con linee specializzate – poco importa se di importazione, se lì si trova la qualità – che portino ad incroci il cui risultato finale siano i cavalli che il mercato richiede». (m.b.)

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